venerdì 8 novembre 2013

INPS e Sicilia....

Ci è giunta notizia che alcuni impiegati dell'INPS di Palermo abbiano contattato alcuni aderenti al ricorso minacciandoli che l'iter legale del riconoscimento del lavoro di cura avrebbe potuto produrre effetti negativi sui diritti acquisiti come la revisione dell'invalidità e la revoca degli assegni familiari. 
L'avvocato Marco Vorano specifica che tali affermazioni sono totalmente prive di fondamento e che, anzi, rientrano nella fattispecie di grave intimidazione, reato penale procedibile d'ufficio se, a maggior ragione, fatto da un impiegato pubblico e che comporta anche l'arresto di chi lo produce. 
Quindi chiede a tutti i ricorrenti siciliani di avvisare immediatamente l'avvocato (ricorso@famigliedisabili.org ) di qualsiasi contatto ufficioso e non da parte degli impiegati dell'INPS, e se ciò avvenisse di provvedere alla annotazione di data ed ora dell'eventuale telefonata ed il numero ricevente. Tutte le telefonate sono rintracciabili anche a distanza di tempo dell'avvenuto reato, in modo che possa direttamente agire per bloccare tali gravissimi violazioni.
La causa che stiamo effettuando non riguarda e coinvolge l'INPS (che è solo il soggetto più prossimale dello Stato), ma riguarda proprio lo Stato Italiano quindi appare evidente come queste intimidazioni non hanno alcun motivo di sussistere ma sono purtroppo parte di quella cultura omertosa che permane ancora a livello di gestione istituzionale del potere come un prolungamento della mafia.

mercoledì 30 ottobre 2013

ALZIAMO IL TIRO

Da qualche mese a questa parte sta diventando di “moda” parlare di LAVORO DI CURA e di CAREGIVER FAMILIARE.
Lo speravamo e in un certo senso ce lo aspettavamo.
Come purtroppo ci aspettavamo, con timore, la “proposta risolutiva” che da più parti a livello politico/istituzionale si sta concretizzando nel riconoscere al familiare caregiver una certa somma economica per il suo lavoro, anche attraverso il fioccare di Proposte di Legge e/o Delibere Regionali e Comunali (ultimo in ordine di tempo quelle Lombarde e Romane),

Chiariamo subito che questa “risposta” non coincide in NESSUN modo con le nostre richieste.

L'articolo 4 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo recita testualmente: “Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù.”

Ma in cosa consiste la condizione di schiavitù?
L'art. 600 del Codice Penale definisce la condizione di schiavitù quella “situazione di soggezione continuativa che costringe un individuo a prestazioni lavorative che ne comportino lo sfruttamento. La riduzione o il mantenimento nello stato di soggezione ha luogo quando la condotta è attuata mediante (…) abuso di autorità o approfittamento di una situazione di necessità, o mediante la promessa o la dazione di somme di denaro o di altri vantaggi a chi ha autorità sulla persona.”



Dunque, quando uno Stato costringe un cittadino ad una logorante assistenza del proprio familiare non rispettando le normali tutele obbligatorie in qualunque tipo di lavoro (il diritto al riposo, alla salute, a pause destinate alle relazioni sociali); quando qualcuno costringe a svolgere il lavoro di cura minacciando, qualora l'impegno divenga insostenibile, di sottrarre il proprio caro con disabilità per istituzionalizzarlo, quando l'amore diviene, per lo Stato, uno strumento di ricatto.... questa è una condizione di schiavitù.

Occorre anche rilevare che un enorme quantitativo di ricerche scientifiche svolte in tutto il mondo sulla condizione dei familiari caregiver ne hanno decretato senza alcun dubbio la condizione di altissimo rischio sanitario, con un’aspettativa di vita inferiore anche di 17 anni rispetto alla media e una enorme incidenza di patologie invalidanti dalle quali sono affetti.

Ma c'è di più: se il familiare con disabilità necessita di un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale in quanto rientra tra quelle disabilità certificate come gravi, la situazione del familiare caregiver può sfiorare l'aberrante condizione di tortura.

La tortura è un sistema di coercizione fisica e psicologica che utilizza frequentemente metodologie come la deprivazione del sonno, l'isolamento, il terrore, l'umiliazione.

Quando si costringe un familiare a vegliare notte dopo notte, nel terrore che qualcosa possa accadere al proprio caro, quando lo si isola da normali relazioni con i propri simili, quando lo si umilia con continue richieste e prassi burocratiche spesso inutili e vessanti per ottenere supporti e sostegni minimi – mai notturni – , ciò che subisce è, senza alcuna esagerazione, una tortura.

Uno Stato che commette abusi così gravi nei confronti dei diritti umani non può cavarsela erogando oboli di qualche centinaia di euro al mese.



E' obbligato secondo accordi e regolamenti che ha sottoscritto anche con altri Stati, al rispetto dei diritti lavorativi ed umani dei familiari che prestano lavoro di cura, quindi deve fornire supporti assistenziali cospicui per permettere al familiare caregiver di accedere ai più elementari diritti come riposarsi, curarsi e mantenere una vita di relazione. 

Chiara: ai domiciliari senza reato





lunedì 7 ottobre 2013

Appuntamenti

Solo per chi è residente a Roma ed a Milano (per ora) sono fissati due incontri con l'avv.Marco Vorano per la firma del mandato di rappresentanza in tribunale. 



PER MILANO


L'incontro è fissato presso L'Ostello della Gioventù Piero Rotta -http://www.aighostels.it/it/ostelli/lombardia/milano/piero-rotta Zona San Siro - dalle ore 9.30 alle ore 13.00 - non è necessario restare oltre il tempo necessario per la firma, massimo 10/15 minuti, anche se questa è una buona occasione per chiedere notizie all'avvocato e conoscere gli altri ricorrenti - .
Occorre portare un memoriale (massimo due pagine) nella quale si descrive il proprio lavoro di cura com'è stato spiegato qui. Bisogna avere con se un documento di riconoscimento non scaduto e la quota di partecipazione. In quella sede saranno rilasciate le ricevute degli aderenti che hanno firmato a Giugno.



domenica 6 ottobre 2013

Raccomandate

Renata di Paderno Dugnano (MI) ci spiega come sapere a che punto è la raccomandata spedita all'INPS:
RINTRACCIARE UNA RACCOMANDATA

INSERITE IL CODICE CHE SI TROVA IN ALTO A DX SOPRA IL CODICE A BARRE
Le cifre vanno inserite senza interruzioni e senza trattino
poi cliccate su ESEGUI LA RICERCA
inserire il numero della raccomandata esempio 1234567891
NON CLICCATE SU NUOVO CODICE ma cliccate su “ricerca”
appariranno gli estremi della spedizione- a questo punto cliccate sulla lente d'ingrandimento e apparirà la data di consegna della raccomandata.
Tenete presente che dal momento della consegna possono passare anche 20 giorni perché la ricevuta di ritorno viaggia come posta ordinaria.


Chi non riceve indietro le ricevute di ritorno, fà fede la consegna dichiarata da POSTE ITALIANE e si può allegare alla documentazione da inviare


giovedì 3 ottobre 2013

INPS

Attenzione a tutti i familiari caregiver che hanno inviato le raccomandate all'INPS



Nel caso foste contattati telefonicamente da impiegati dell'INPS che chiedono informazioni, NON rispondete ad alcuna domanda, chiedete un risposta scritta ai sensi della legge sulla trasparenza degli atti ed eventualmente informateli che siete assistiti dall'avv. Marco Vorano.

mercoledì 25 settembre 2013

COMUNICATO STAMPA



FAMILY CAREGIVER: UNA CATEGORIA DI CITTADINI IN SCHIAVITU'





E’ entrata nella fase più calda una iniziativa che negli ultimi mesi ha fatto molto parlare di sé per il percorso innovativo che essa rappresenta. Si tratta del ricorso collettivo avviato per richiedere il riconoscimento della figura del Family Caregiver e di tutele e diritti alla stessa figura collegati.


Il Family Caregiver è colui – ma molto più spesso colei - che si occupa in ambito domestico di un familiare affetto da grave disabilità, una figura fondamentale per il tessuto sociale, in Italia del tutto misconosciuta, nonostante tutti i Paesi Europei ne riconoscano, invece, l’altissima rilevanza con leggi e provvedimenti specifici.


Dopo un’attesa di quasi vent’anni, durante i quali il Parlamento italiano non è riuscito a legiferare nemmeno sul prepensionamento dei Family Caregiver, nonostante in tutte le passate Legislature centinaia di Parlamentari avessero caldamente appoggiato il provvedimento, su iniziativa di due familiari caregiver molto agguerrite, Chiara Bonanno e Maria Simona Bellini, si è deciso di passare ad azioni concrete.

Dopo svariati mesi dedicati all’organizzazione e allo studio della strategia legale, elaborata dall’Avvocato Marco Vorano di Venezia, che si sta peraltro occupando anche dei noti ricorsi sulle cure con cellule staminali, e con la convinta partecipazione di migliaia di persone che vivono in prima persona questa particolare condizione di vita, i ricorsi verranno a breve depositati nei Tribunali di Milano, Palermo e Roma.


Con un’anticipazione: da ogni angolo d’Italia stanno infatti partendo migliaia di lettere indirizzate all’INPS, con le quali i Family Caregiver chiedono che vengano finalmente riconosciuti loro, i diritti più elementari rispetto al proprio impegno di assistenza e cura che può protrarsi anche 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno.


“Dato che lo Stato volutamente ci ignora, pur sapendo a quale impegno siamo sottoposti e quanto rappresentiamo per il welfare italiano – afferma Maria Simona – i nostri diritti andremo a reclamarli nei Tribunali e siamo molto ottimisti. Crediamo che la Giustizia del nostro Paese non potrà ignorare che l’Italia è l’unico Paese occidentale a non aver mai legiferato in favore dei Family Caregiver.”


“Stiamo cambiando la storia di questo Paese – prosegue Chiara – e per la prima volta un folto gruppo di cittadini, senza padrini e sotto alcuna bandiera, reagisce, in modo forte ma civile, alle prepotenze di uno Stato volutamente assente. La nostra è una condizione al limite del mancato riconoscimento dei più elementari diritti umani, in certi casi assimilabile addirittura alla schiavitù.”


A breve nuovi incontri verranno organizzati nelle città sedi dei Tribunali dove verranno depositati i ricorsi, informano le organizzatrici, mentre il tam-tam delle famiglie procede senza interruzioni sui social network, si intrecciano email, si moltiplicano le telefonate per informarsi e scambiare esperienze, nell’attesa che la politica italiana esca dal torpore per offrire risposte concrete ad una tra le fasce più invisibili e fragili della popolazione italiana, quella dei Family Caregiver.


Vedi anche:

mercoledì 4 settembre 2013

PER TUTTI I FAMILY CAREGIVER

DA LEGGERE ATTENTAMENTE PRIMA DI INVIARE LE RACCOMANDATE ALL'INPS DI CUI TROVERETE IL FAC SIMILE IN FONDO A QUESTA PAGINA



Questa mattina c'è stato un incontro con l'Avv. Vorano durante il quale abbiamo definito in modo chiaro la strategia da attuare da questo momento in poi. E' importante che tutte le famiglie disabili sappiano e possano partecipare alla più grande battaglia legale di tutti i tempi per l'ottenimento dei nostri diritti! 


Abbiamo in particolar modo chiarito i seguenti punti:


  • le Raccomandate all'INPS DEVONO essere inviate, URGENTEMENTE, da tutti coloro che hanno firmato i Ricorsi a Milano, Palermo e Roma ma POSSONO essere inviate anche da tutti gli altri aderenti, anzi è auspicabile che lo facciano TUTTI i family caregiver a sostegno dell'azione.


  • poiché l'Italia è l'unico Paese europeo nel quale esiste un colpevole vuoto normativo relativo ai caregiver familiari, si apre qualsiasi possibilità di risposta giuridica, compresa quella che in un nucleo familiare possano essere riconosciuti più di un family caregiver, quindi è possibile partecipare – anzi vi invitiamo a farlo – anche più membri della stessa famiglia


  • l'Avv. Vorano preferisce che la prima Raccomandata venga inviata da TUTTI alla Sede Centrale di Roma (INPS Sede Centrale, Via Ciro il Grande 21, 00144 Roma) mentre la seconda dovrà essere inviata alla sede INPS di riferimento territoriale che potrete trovare inserendo il vostro CAP di residenza cliccando qui.


  • Attenzione: è inutile inviare all'INPS copia delle certificazioni che vanno SOLO citate.


  • L'invio delle raccomandate si rende necessario per evitare che i ricorsi vengano respinti a causa di un vizio di forma (non aspettano altro!!!), nel rispetto dell'art. 443 del Codice di Procedura Civile.


  • Le ricevute di ritorno (ovvero le cartoline bianche che tornano indietro quando la raccomandata è stata effettivamente consegnata) delle raccomandate o delle PEC e copia della lettera inviata (che dovrete conservare GELOSAMENTE) dovranno essere trasmesse alla mail ricorso@famigliedisabili.org inserendo nell'oggetto della mail “INPS + CITTA' DI RESIDENZA + PROVINCIA”.


  • Quando ci saranno pervenute tutte le ricevute delle raccomandate provvederemo a sollecitare ufficialmente una risposta immediata che, in caso di esito negativo, ci permetterà di avviare il ricorso nei termini di legge. Con questo scopo abbiamo pensato di creare un contatto diretto segnalando ufficialmente all'INPS il nominativo, in qualità di portavoce, di Maria Simona Bellini (e dove necessaria la presenza del legale dell'Avv.Vorano) anche per semplificare il confronto con l'INPS ed assolvere agli adempimenti burocratici conciliativi obbligatori per legge prima di ricorrere ai tribunali.

  • In tutte e tre le città dove sono stati firmati i mandati (Milano, Palermo e Roma)  sarà organizzato a breve un nuovo incontro con l'Avv. Vorano, per cui chi volesse aggiungersi al ricorso potrà firmare il mandato, consegnare il proprio memoriale e versare la quota di adesione di 100 euro (per ora SOLO i ricorrenti di Milano, Palermo e Roma).


  • RICORDIAMO CHE LE CAUSE CHE STIAMO PER AVVIARE NEI TRIBUNALI DI MILANO, PALERMO E ROMA NON HANNO LO SCOPO DI RAGGIUNGERE UN RICONOSCIMENTO SOLO PER I RICORRENTI. RIBADIAMO CONVINTAMENTE CHE L'OBIETTIVO PRINCIPALE RESTA UNA NORMATIVA NAZIONALE CHE RICONOSCA IL LAVORO DI CURA SVOLTO VOLONTARIAMENTE DAL FAMILIARE CAREGIVER ED I DIRITTI E LE TUTELE CONSEGUENTI.
ATTIVATEVI PERCHE' CHI NON HA INTERNET SAPPIA DI QUESTA NUOVA AZIONE. E' FONDAMENTALE CHE PARTECIPIAMO TUTTI!!!!




FACSIMILE DELLA RACCOMANDATA DA COMPLETARE CON I PROPRI DATI E SITUAZIONE FAMILIARE

Spett.le INPS
Sede Centrale
Via Ciro il Grande, 21
00144 Roma RM

Spett. le Inps di ....
(la sede INPS di zona si può trovare inserendo il proprio CAP qui:sedi INPS)



Il/la sottoscritto….. nato a ....residente in....C.F.....,
nella qualità di caregiver familiare di.....nato a ....residente in....affetto da ....fin dall' anno/dalla nascita... come da documentazione medica e medico-legale in possesso del/la sottoscritto/a (riconoscimento invalidità civile 100% ai sensi della L. ….., riconoscimento inabilità 100% ai sensi della L…., riconoscimento gravità dell’handicap ai sensi della L. 104/92, diagnosi di …… da parte di <<qualsiasi ente pubblico, ospedale, ASL che certifica la diagnosi>>),
premesso che:


1) dalle ore ....alle ore ... di tutti i giorni feriali, ivi incluse le ore notturne (l'orario che va indicato è quello relativo al lavoro di cura ovvero quando non è affidato ad altri: scuola, centro diurno, assistenti retribuite, lavoro ecc), nonché 24 ore su 24 nei giorni festivi e (eventualmente) nel corso delle vacanze estive e altro (malattia, scioperi, assemblee sindacali ecc.) risulta essere impegnato nell'accudimento del predetto soggetto;

2) il detto soggetto non può essere lasciato solo abbisognando di continua, globale e costante attenzione e assistenza specialistica;


3) a causa della detta prestazione inquadrabile  come sub lavoro di volontariato e/o come prestazione socialmente utile ha inoltre dovuto sobbarcarsi l’onere di un lavoro onde sostenere il proprio nucleo familiare/abbandonare il proprio lavoro/non ha potuto essere assunto/a/ha dovuto lavorare in regime di part time
/non ha potuto accedere a progressi di carriera/ha dovuto optare per un regime di telelavoro

4) pertanto giusto accertamento della propria qualifica di caregiver familiare, in armonia con le vigenti legislazioni europee, il sottoscritto caregiver familiare ha diritto da parte dello spettabile Istituto Previdenziale ad un riconoscimento.

Tanto premesso il sottoscritto richiede in via alternativa e/o cumulativa il riconoscimento di contributi previdenziali figurativi a copertura delle ore di assistenza prestate, un indennizzo mensile quantificato e/o quantificabile dalla Signoria Vostra e il diritto al prepensionamento configurandosi l' attività svolta in un lavoro usurante di particolare intensità.

Distinti saluti.



FIRMA


Inserite qui i vostri recapiti




Per eventuali dubbi o chiarimenti scrivere a ricorso@famigliedisabili.org oppure lacurainvisibile@gmail.com


Non siamo più soli, abbiamo creato un gruppo forte e volitivo, SENZA BANDIERE E SENZA PADRONI, sappiamo quali sono i nostri diritti e ce li andremo a prendere! Forza, dobbiamo sommergerli!!!

venerdì 5 luglio 2013

Alcuni chiarimenti legali sul ricorso

In occasione dell'incontro a Palermo per la firma dei mandati l'avvocato Marco Vorano ha spiegato alcuni dettagli del ricorso per il riconoscimento del familiare caregiver. 








martedì 25 giugno 2013

Cosa stiamo chiedendo?

La domanda che ci fanno in molti, e che presto ci farà anche la politica, è questa: cosa volete? Cosa intendete per riconoscimento del caregiver familiare?

Per un'immediata comprensione basta chiarire che quello che si vuole riguarda la tutela dei diritti connessi al LAVORO DI CURA che i familiari compiono verso il proprio congiunto con disabilità grave.

La Legge 104/92 art.3 al 3 comma cita testualmente: "Qualora la minorazione, singola o plurima, abbia ridotto l'autonomia personale, correlata all'età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione, la situazione assume connotazione di gravità". 

Dunque lo Stato Italiano certifica, nero su bianco, che alcune persone con disabilità hanno necessità assistenziali permanenti, continuative e globali.
Lo ripeto, perché questo è un punto cardine: PERMANENTI, CONTINUATIVE e GLOBALI.
Chi è che offre alle persone con disabilità un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale?

I servizi offerti dallo Stato alla famiglia hanno, malgrado i proclami legislativi sulla sussidiarietà dell'intervento, la caratteristica di interventi residuali, sono cioè in quantità marginale e irrilevante rispetto alla certificata complessità della condizione di una persona con disabilità grave. Quindi il compito di assistere in maniera PERMANENTE, CONTINUATIVA E GLOBALE una persona con disabilità grave lo assolve, in maniera pressocchè totalizzante, la famiglia.

Ma c'è di più: la legge italiana riconosce la DELEGA totale nella cura che affida ad un familiare attivando una serie di agevolazioni per effettuare meglio tale impegno, dai permessi retribuiti, al congedo bieannale retribuito, alla possibilità di scegliere il luogo di lavoro più vicino a dove risiede la persona con disabilità grave, alla possibilità di modulare l'orario di lavoro per meglio venire incontro alle necessità di cura. 
Tutte queste agevolazioni hanno due peculiarità: riguardano ESCLUSIVAMENTE le necessità assistenziali della persona con disabilità grave e servono ad evitare, al familiare, la perdita di un impiego subordinato a contratto indeterminato.

Dunque, malgrado l'ambiguità della normativa, per la legge italiana il familiare con disabilità sta svolgendo un lavoro di cura nei confronti della persona con disabilità. E fa questo anche svolgendo un altro lavoro...insomma è come se il datore di lavoro prestasse il lavoratore caregiver allo Stato per svolgere il suo lavoro di cura.

Ma la nostra Costituzione afferma in più e più articoli che il lavoratore ha dei diritti inviolabili: ha diritto al riposo, ad essere sostituito quando si ammala, ha diritto a curarsi e veder riconosciute le patologie acquisite durante lo svolgimento del suo lavoro, ha diritto alle ferie, al week end ecc ecc.
Anche la Carta dei diritti fondamentali dell'unione europea distingue chiaramente cos'è lavoro e cos'è la condizione di schiavitù.

Quando ad un famigliare non vengono riconosciuti i diritti al riposo, alla salute ed alle relazioni sociali nello svolgimento del suo lavoro di cura qual'è la sua condizione se non quella di schiavitù?

Attenzione perché c'è un altro punto importante che vorrei chiarire: alcune Ordinanze Regionali hanno apparentemente riconosciuto il ruolo del familiare caregiver decretando che parte dell'assegno di cura che la Regione eroga alla persona con gravissima disabilità fosse impiegato per “retribuire” il familiare.

Su questo provvedimento ci sono una serie di domande che voglio condividere:

  • il familiare caregiver assunto come badante del proprio congiunto quando finisce il suo orario di lavoro dove può andare a riposare?
  • Il famigliare caregiver assunto come badante del proprio congiunto dove e con chi impiega i suoi week end o le sue ferie?
  • Il familiare caregiver assunto come badante del proprio congiunto quando si ammala dove va a curarsi?
  • Il familiare caregiver assunto come badante del proprio congiunto che farà quando perderà il proprio lavoro a causa della morte della persona con disabilità grave, oppure della SCELTA della persona con disablità grave di vivere con altre persone, come nel caso di un figlio diventato adulto o di un coniuge che vuole separarsi?


Il familiare caregiver NON è in cerca di un lavoro da badante!

Il riconoscimento del familiare caregiver è il riconoscimento dei diritti umani della persona che, per amore, sceglie di svolgere il lavoro di cura. 

mercoledì 12 giugno 2013

Dalle parole ai fatti.

Colleghi familiari caregiver si parte!
Nelle tre città dove si sono raccolte le maggiori adesioni, che sono per ora Milano, Roma e Palermo, si sta firmando il mandato all'avvocato Marco Vorano che ci seguirà nel ricorso. 
A Roma c'è già stato l'incontro il 9 Giugno, il 22 Giugno ci sarà a Milano ed il 29 a Palermo.
L'avvocato ha chiesto a tutti i ricorrenti di preparare un memoriale nella quale si dovranno elencare i propri dati anagrafici, i recapiti telefonici e contatto e-mail ed il Codice Fiscale per la fatturazione. In circa due pagine formato word ogni ricorrente si racconterà cercando di evidenziare i problemi riscontrati dal mancato riconoscimento dei diritti umani durante il proprio lavoro di cura. Quindi, ad esempio, i problemi avuti nel lavoro (mobbing, impossibilità di carriera, riduzione dell'orario, perdita del lavoro ecc), alla salute (sono diverse le patologie professionali collegate alle condizioni usuranti del lavoro di cura: problematiche muscolo/scheletriche, cardiocircolatorie, depressione e sindrome post traumatica, neoplasie ecc.), problemi economici (aumento generalizzato di tutti i costi per la mobilità, l'accessibilità, le cure sanitarie ecc), problemi legati alle relazioni affettive (allontanamento ed abbandono del partner, dei familiari, degli amici), ecc.

Questo è l'intervento dell'avv. Marco Vorano in occasione delle firme del mandato a Roma.


sabato 16 marzo 2013

Tiriamo le somme.....

Si riportano di seguito alcuni dati sulle adesioni che con pochi mezzi (internet e passaparola) ed in una manciata di mesi si sono raccolte per il ricorso giuridico che è ai nastri di partenza.

Non è il caso di formulare delle analisi su questi dati parziali ed incompleti però alcune personali considerazioni occorre farle, soprattutto riferendoci alle email che spesso hanno accompagnato queste adesioni cariche di vissuti e storie uniche e straordinarie.
Innanzitutto la sproporzione tra i generi che ci si aspettava non è affatto così rilevante, soprattutto in alcune regioni.

In parte per l'attuale contingenza economica che ha registrato un aumento esponenziale della disoccupazione soprattutto tra le fasce più esposte dei lavoratori che ritroviamo, soprattutto, tra chi ha un membro della famiglia con gravissima disabilità.

Inoltre il lavoro enormemente usurante del caregiver (che vive in media anche 17 anni in meno) espone moltissime famiglie a decessi prematuri del membro più gravato dalla cura, generalmente una donna.

Questo non coincide con una maggiore presa in carico da parte della collettività, tutt'altro, ma solo con un passaggio di consegne al membro superstite, frequentemente un uomo. E nei casi estremi - ma non cosi' rari - in caso di mancanza di altri familiari, con la totale istituzionalizzazione dell'interessato con costi talmente elevati per la collettività da rendere incomprensibile la totale mancanza di prevenzione.


La distribuzione regionale ricalca le difficoltà di accesso a internet dovute alla difformità della fornitura delle reti di copertura e delle tecnologia d'informazione (digital divide ).
Sono state individuate per il momento tre aree, al Nord, al Centro ed al Sud che coincidono con tre diversi Tribunali nella quale verranno contemporaneamente depositati i ricorsi collettivi.


La distribuzione numerica per regioni e province potrà esser facilmente visualizzata nei grafici sottostanti che sono stati elaborati interamente da un familiare caregiver D.M.alla quale va tutta la nostra riconoscenza del bellissimo lavoro effettuato.






lunedì 18 febbraio 2013

Convegno di Loano: documentazione






Si è recentemente svolto un convegno a Loano che aveva come argomento il familiare caregiver. 
La descrizione di come si è svolto è affidata all'ironica ed abile penna di Giorgio Genta, caregiver familiare di lungo corso e presidente dell'Associazione DopoDomani Onlus, in quest'articolo su SUPERANDO oppure un sommario in questo video:




Di seguito si riportano il filmato dell'intervento di Maria Simona Bellini, presidente del Coordinamento Nazionale Famiglie Disabili Gravi e Gravissime che, tra le alte cose, ha spiegato molto bene la lunga lotta effettuata in Italia per il riconoscimento del ruolo di familiare caregiver fino alla rottura con l'interlocuzione politica è lo sbocco del ricorso collettivo per il riconoscimento e le tutele per questo ruolo.




Altro video.intervento di notevole interesse è quello di Marco Espa, Componente della Commissione Sanità e Politiche Sociali nel Consiglio Regionale della Sardegna che ha parlato, fra le altre cose, di una interessantissima ricerca svolta nella sua regione del valore economico e produttivo del lavoro di cura svolto dai caregiver familiari che porta ad un plusvalore monetario calcolato in difetto di oltre mezzo miliardo di euro (e "solo" in Sardegna!!!).





mercoledì 16 gennaio 2013

E non sono nemmeno tre mesi....



In meno di tre mesi siamo arrivati a milleecentodieci adesioni alla causa collettiva per il riconoscimento del familiare caregiver e....continuiamo a crescere. 
Perché i diritti sono tali quando riguardano tutti: chiunque si può ritrovare nella condizione di dover assistere un proprio caro che ha in quel momento bisogni assistenziali complessi ed incisivi, ed è importante che siamo rispettati i diritti umani di chi assiste, tanto quanto i diritti di chi è assistito.

giovedì 10 gennaio 2013

Mailing List



Per offrire un confronto, una modalità d'informazione diretta e di aggiornamento sull'andamento del processo di riconoscimento del caregiver familiare si è impostata, per le persone che hanno aderito alla causa collettiva mediante il modulo o la email una mailing list.



La mailing list è un modo di tenersi in contatto TUTTI potendo utilizzare solo la propria email, quindi anche chi non è iscritto a facebook o non ha possibilità di collegarsi a pagine web ma può solo utilizzare la mail oppure chi non riesce a connettersi frequentemente.




Successivamente verranno predisposte una serie di persone referenti con la quale sarà possibile mettersi in contatto telefonicamente per avere periodiche informazioni.




Come si usa la mailing list: è un po' come scrivere una mail. 


Quando si riceve la mail dal gruppo basta cliccare sul pulsante posto in alto o in basso della mail con la freccia per la risposta 

e la risposta arriverà contemporaneamente a tutti i membri del gruppo. 

Per iniziare un nuovo argomento basta scrivere una nuova mail e mettere nell'indirizzo la mail del gruppo.



Come iscriversi: a tutte le persone iscritte alla causa collettiva dovrebbe essere arrivata una mail d'invito, controllate nella vostra casella postale, se non è arrivata contattate in privato lacurainvisibile@gmail.com. 



Cosa fare una volta ricevuto l'invito: ricevuta la mail, per approvare la vostra iscrizione, cliccate sull'url d'invito scritto e, se avete una mail con "@gmail" verrete automaticamente riconosciuti. 
Se la vostra mail ha, ad esempio, "@hotmail","@virgilio", "@yahoo" ecc ecc cliccate sempre sull'url dell'invito verrete reindirizzati in una finestra così:


cliccate su "accedi" ed entrerete in una finestra così:






cliccate sul bottone rosso "registrami" e si aprirà una nuova pagina:





riempite i campi con la vostra mail (MI RACCOMANDO USATE LA VOSTRA MAIL NON DOVETE CAMBIARE ACCOUNT!!) inserite il codice di sicurezza in basso e salvate.



Come personalizzare il vostro account: una volta registrati potete visualizzare il vostro profilo nella home del gruppo come per cambiare le impostazioni di ricevimento dei messaggi cliccate su "profilo personale",




Si apre una finestra come da foto in basso con un menù a tendina dove potrete selezionare la modalità più gradita di ricevimento delle mail 


(si cercherà d'impostare a tutti il ricevimento di una mail riepilogativa al giorno in modo che la vostra casella postale non venga invasa da troppe mail)





martedì 18 dicembre 2012

Enorme risorsa produttiva del Caregiver Familiare (1° parte)


I livelli di disoccupazione o atipicità contrattuale soprattutto femminile in Italia sono un indicatore statistico falsato nel mercato del lavoro in quanto appare evidente che, in una condizione di servizi sociali marginali e spesso scadenti, il supporto di cura ed assistenza è totalmente delegato al sostegno familiare. 
Alla famiglia, ed in particolare alla famiglia che si cura di una persona con disabilità grave, si chiede di svolgere una complessità d’ incombenze che, se dovessero essere monetizzate con la medesima modalità di erogazione utilizzata dai servizi pubblici, richiederebbe un esborso eccezionale ed in continua crescita.
In effetti, soprattutto negli ultimi anni, si è assistito ad un costante incremento dei compensi monetari per i servizi pubblici che, forse non è nemmeno il caso di sottolineare, non è coinciso con l’aumento esponenziale ne' della qualità ne' della quantità dei servizi erogati. Di fatto il danaro della collettività si perde in rivoli molto poco chiari arrivando solo in minima parte ai soggetti fruitori e prioritario bersaglio degli stessi servizi pubblici.
Il caregiver familiare è così costretto, sin dai suoi primi esordi, ad un’auto-formazione forzata e continua su tutti gli aspetti della condizione di patologia e/o disabilità condivisa con il proprio caro: come saprebbe altrimenti essere in grado di affrontare la ponderante continuità assistenziale del proprio congiunto?
Infatti, anche qual ora ci fosse una massiccia copertura da parte dei servizi del fabbisogno assistenziale necessario al proprio congiunto, il caregiver familiare sarebbe indispensabile per garantire sia la continuità che la concordanza degli interventi delle varie figure messe a supporto. S’intende che la condizione testé descritta, in un contesto di continui tagli soprattutto al sociale, è purtroppo attualmente irrealizzabile nel sistema di welfare state italiano, dove gran parte dell’assistenza viene invece erogata direttamente dal familiare.
Quindi appare indispensabile sottolineare non solo la molteplicità i stimoli formativi richiesti al caregiver nella delega di supplenza assistenziale da parte dei servizi erogati, ma anche e soprattutto l’impellente leva motivazionale di formazione ed aggiornamento continuo per far fronte non solo alla quotidianità ma, soprattutto, per essere in grado di affrontare ogni possibile evoluzione patologica del proprio familiare.
Tale movente formativo rientra a pieno titolo in ciò che, in economia, viene denominato capitale umano , che è uno dei principali impulsi di produttività di qualsiasi nazione.
Un altra molla di propulsione economica viene spesso individuata nello sviluppo scientifico e tecnologico…ed anche in questo contesto il caregiver familiare rappresenta un'autentica risorsa evolutiva. E’ infatti attraverso la sua quotidiana esperienza di cura che nascono non solo approcci innovativi di maggior efficacia ed efficienza di gestione della quotidianità, ma anche proposte operative di perfezionamento riabilitativo/educativo delle condizioni e della qualità della vita che, molto spesso, hanno origine dalla ricerca di migliori condizioni per le esigenze delle persone più fragili per poi collimare con l'occorrenza e la funzionalità di tutti.
Un esempio di valorizzazione delle sollecitazioni evolutive del caregiver familiare lo abbiamo in Francia dove grandi aziende arrivano ad investire risorse nella fantasia dei familiari coinvolti nella cura: Papas Bricoleurs ne è uno dei tanti esempi evidenti.
Ma questo è solo una dimostrazione di come la professionalità del family caregiver diviene ricchezza produttiva in un contesto, come quello estero, dove sia il riconoscimento che l'adeguato supporto di una politica attenta agli stimoli di crescita economica, arriva ad inglobare competenze e buone prassi acquisite. Un altro esempio lo si trova nel SelfCounseling formativo, esteso anche alle figure professionali, fino ad arrivare alla creazione d' iniziative assicurative e di supporto legale, come per esempio in Germania, Olanda, Finlandiaecc ecc
Oppure lo sviluppo educativo-tecnologico rappresentato da tutto ciò che ha a che fare con la C.A.A., chiaramente nata dall'esigenza impellente dei famigliari di comunicare efficacemente con i propri cari per migliorarne le loro condizioni di vita. Molteplici sono gli sviluppi tecnologici in tal senso ( esempio in UK) anche e soprattutto nell'educazione e riabilitazione, a partire da figure storiche come Anne Sullivan (da sorella caregiver a straordinaria insegnante) o come Elizabeth Boggs tra i tanti esempi significativi di un'intera popolazione di familiari professionisti e/o partners in care.
Anche perché, è importante sottolinearlo, tra i caregiver ci sono effettivamente molti professionisti che sul lavoro spesso non riescono ad esternare l'intera gamma della propria capacità produttiva proprio perché il loro impegno di cura equivale ad un doppio se non triplo lavoro.
Inoltre il riconoscimento delle competenze specialistiche del caregiver familiare ha permesso, all’estero, di snellire inutili e dispendiose pratiche burocratiche, che, ricordiamo, non solo sono inefficaci ma spesso favoriscono ed alimentano la corruzione (questo aspetto verrà approfondito in futuro) mentre, invece, il supporto e l'incremento di iniziative produttive dei familiari orientano alla ripresa e miglioramento economico dell'intera collettività.
Insomma se la PRODUTTIVITA' equivale a raggiungere più risultati usando meno risorse e meno tempo, il caregiver familiare rappresenta, nell'ambito del welfare socio sanitario di qualsiasi contesto e nazione, la prioritaria soluzione.