venerdì 4 aprile 2014

La Grecia, la Costituzione ed il prepensionamento dei familiari

Il modello di welfare greco appartiene al  regime conservatore-corporativo comune a quello presente nell'Europa Meridionale sia italiano che spagnolo, ovvero un welfare che assegna i diritti all'individuo collegandoli alle condizioni di lavoro.
Si rammenta che gli altri due modelli di welfare sono il regime liberale, collegato alla condizione di bisogno, comune in Gran Bretagna e negli USA, ed il regime socialdemocratico/universalistico per il quale i diritti sono legati alla cittadinanza, modello tipico dell'Europa del nord. 
Dunque si può dire che anche la Grecia, come l'Italia, è una “Repubblica fondata sul diritto al lavoro” ma è proprio qua, da queste direttive costituzionali, che iniziano le prime profonde differenze con la costituzione italiana.

Infatti mentre nella Costituzione italiana si enunciano principi poco esigibili e troppo interpretabili, nella Costituzione Greca in materia di disabilità e di famiglia, si va dritti al sodo chiarendo sin dai primi articoli (art.4) il diritto inviolabile alla non discriminazione delle persone con disabilità parificando, di fatto, l'esigibilità al diritto di parità di genere. Non è una cosa da poco: la garanzia costituzionale dell'uguaglianza è la pietra angolare del quadro normativo per le persone con disabilità e la risposta dello Stato, nel principio della parità di genere, rimarca ulteriormente il diritto delle donne con disabilità ad una doppia considerazione e tutela contro la discriminazione.
Tuttavia l'attenzione alla disabilità molto presente nella Costituzione Greca non finisce qua. All'art.21, secondo comma, essa chiarisce che lo Stato deve garantire il diritto alla salute e all’accesso a misure speciali per le persone disabili e le loro famiglie. Si, avete capito bene: le famiglie delle persone con disabilità rientrano nelle categorie dei cittadini per cui lo Stato deve prevedere misure speciali di tutela, come del resto rientrano in questa categoria le famiglie numerose o monoparentali e altre categorie con fragilità sociale.  
Di fatto la Costituzione greca, e tutta la legislazione di riferimento, sancisce nero su bianco che per proteggere e sostenere le persone con disabilità è indispensabile salvaguardare l'istituzione familiare.
La Costituzione Greca continua ad affermare esplicitamente i diritti delle persone con disabilità all'art. 21, comma 6, dove dichiara: “Le persone con disabilità hanno il diritto di godere di misure che ne garantiscano l'autonomia, l'occupabilità lavorativa e la partecipazione alla vita sociale, economica e politica del paese” per proseguire all' art. 22 dove viene chiaramente sancito  il diritto al lavoro per i disabili, articolo che ha prodotto, nonostante la gravissima crisi economica in cui versa la Grecia, una legge ancor più chiara che obbliga lo Stato alla tutela del lavoro delle persone fragili, la Legge Ν. 2643/98 che sancisce inoltre il divieto di licenziamento e la priorità di assunzioni nei confronti dei componenti di famiglie monoparentali, numerose e nel cui nucleo siano presenti persone con disabilità.

Come si può immaginare dalla premessa, la legislazione greca sulla tutela delle persone con disabilità e delle loro famiglie è molto ampia. Attraverso di essa vengono inoltre tutelati e favoriti, l'integrazione scolastica e l'avviamento professionale (da notare che la legge sull'istruzione delle persone con disabilità è molto simile alla nostra ma ha una maggiore attenzione sull'inserimento lavorativo che rappresenta, per il governo greco, uno dei maggiori interventi sulla disabilità. Quindi in Grecia gli studenti con disabilità vengono istruiti per lavorare e non per “socializzare”), un congruo supporto indennitario e una serie di sussidi e bonus anche per condizioni di lunga disoccupazione, assistenza abitativa ecc.


Tuttavia una delle leggi greche che merita la massima attenzione è stata approvata nel 2011, quindi in piena crisi economica, mentre in Italia si scatenava il taglio generalizzato su tutti i servizi e le garanzie di tutela per le persone e le famiglie con disabilità...mentre in Italia la riforma previdenziale Fornero penalizzava maggiormente proprio i familiari delle persone con disabilità...mentre in Italia veniva emanato il decreto Salva Italia che, anche e soprattutto attraverso i successivi articoli, generava uno dei regolamenti ISEE più discriminanti e vessanti contro le persone con disabilità ed i loro familiari che si sia mai potuto concepire (si veda il blog stop al nuovo isee- ed il relativo ricorso collettivo di familiari e persone con disabilità che tale legge ha costretto ad intentare contro lo Stato Italiano), in Grecia, con l'articolo 37 della legge 3996/2011 ("Riforma dell'Ispettorato del lavoro") si sanciva che i caregiver familiari hanno diritto al prepensionamento, perché il loro lavoro di cura usurante va protetto non solo dal punto di vista sanitario ma anche sociale. 
I caregiver familiari individuati dalla legge greca sono: i genitori e fratelli di persone con una invalidità superiore al 67% non sposate, che non lavorano e non sono ricoverati in istituti, ed i coniugi di persone disabili con percentuale uguale o superiore all'80%, coniugati da almeno 10 anni che non lavorano e non sono ricoverati in istituto.
Il diritto alla pensione anticipata è acquisito indipendentemente dall'età o del tipo di assicurazione contributiva (pubblica o privata) con 7500 giorni di assicurazione effettiva o volontaria o 25 anni di contributi, a patto di non ricevere già una pensione pubblica o da una qualsiasi compagnia di assicurazione.

Piccola nota a margine: dopo 20 anni di battaglie, nello stesso periodo in cui la Grecia approvava questa legge, il Comitato Prepensionamento Famiglie Disabili Gravi e Gravissimi otteneva la parziale approvazione di una legge estremamente più riduttiva e con una platea di beneficiari ristretta a poche migliaia di unità. Tuttavia la legge non vide mai la luce per mancanza di disponibilità di bilancio per i necessari 50 milioni di euro, mentre il governo italiano approvava enormi finanziamenti per foraggiare l'inutile acquisto di aerei F35 (548,7 milioni di euro), per condonare 98 miliardi di multa alla lobby del gioco d'azzardo, per garantire 17 miliardi alle oltre 210mila pensioni d'oro, per distribuire ai dirigenti pubblici quasi 1 miliardo di stipendi d’oro che variano dai 110.000 ai 350.000 euro (il Presidente degli Stati Uniti ne percepisce 380mila!) e l’elenco potrebbe continuare all’infinito…


Vedi anche:







mercoledì 19 marzo 2014

Le date delle Prime Udienze

Cari colleghi caregiver familiari sono state fissate le date delle prime udienze del ricorso per il riconoscimento dei diritti del Lavoro di Cura. 
Le udienze sono aperte al pubblico quindi siete TUTTI invitati ad assistere, indipendentemente che siate tra i ricorrenti o meno.


A Milano l'udienza è fissata alle ore 10.30 del 15 Luglio 2014 presso il Tribunale di Milano - Sezione Lavoro - Via Pace, 10



A Roma l'udienza è fissata alle ore 9.00 del 22 Settembre 2014 presso il Tribunale di Roma - Sezione Lavoro - Via Lepanto, 4



A Palermo l'udienza è fissata l'11 Dicembre 2015 presso il Tribunale di Palermo - Sezione Lavoro - Via Impallomeni.




sabato 1 febbraio 2014

Conferenza Stampa Video

Come sapete si è svolta oggi la Conferenza Stampa di aggiornamento sui ricorsi legali per il riconoscimento giuridico dei caregiver familiari. 
La sala del Centro Congressi Cavour di Roma era veramente gremita, soprattutto di caregiver provenienti da ogni parte d'Italia. Al tavolo dei lavori l'Avv. Marco Vorano, Chiara e Simona come promotrici dell'iniziativa oltre ad aver curato i rapporti con i ricorrenti di Roma, Angela che si è occupata dei ricorsi a Palermo e Antonino che ha seguito quelli di Milano.
Numerose le domande e le risposte di cui cercheremo di fornirvi un audio di migliore qualità (la videoregistrazione dell'intero evento è disponibile al seguente link: https://new.livestream.com/accounts/6990795/events/2724746).

Purtroppo nel corso della conferenza, così come a Palermo i ricorrenti hanno subito minacce e pressioni per non aderire alla causa, a Roma i delatori hanno preferito un'azione di disturbo tentando di trasformare la riunione in una rissa. 

Infatti, una persona definitasi con disabilità gravissima tanto da non potersi avvicinare ai microfoni per porre la sua domanda, insieme alla sua sedicente caregiver ha inveito nei confronti dei relatori e dello stesso avvocato Vorano, fino ad arrivare a lanciare a Simona un microfono in faccia. 
Improvvisamente la gravissima disabilità era scomparsa mentre la stampella che avrebbe dovuto essere di sostegno veniva utilizzata per minacciare i presenti che lo invitavano a lasciare la sala. 

Mentre il servizio di sicurezza del Centro Congressi chiamava prontamente la forza pubblica il facinoroso, avvisato che la diretta in streaming aveva registrato tutto l'episodio, si allontanava prontamente. 
Evidentemente questo signore - a parte il comportamento inqualificabile specie in un contesto come quello di questa mattina - dichiara una inesistente grave disabilità motoria e rappresenta quello che di peggio possiamo incontrare nel mondo disabile ossia gli approfittatori, i ladruncoli che sottraggono briciole nelle tasche dei nostri cari e delle loro famiglie.


Tutto questo per tranquillizzare coloro che hanno visto le immagini in streaming senza capire bene cosa stesse succedendo ma anche, e soprattutto, per GARANTIRE CHE IN NESSUN MODO NESSUNO CI FERMERA'!

martedì 28 gennaio 2014

Diretta Streaming

Sono sempre di più i familiari caregivers che, provenienti da tutta Italia, parteciperanno alla Conferenza Stampa di sabato 1 Febbraio alle ore 11.00 presso il Centro CongressiCavour.
Per chi non riuscirà ad esserci si è predisposto un collegamento in streaming dove sarà possibile seguire interamente l'evento collegandosi a questo url: http://new.livestream.com/accounts/6990795/events/2724746

Sentiamo, inoltre, il bisogno di ringraziare i familiari di Palermo che hanno tenuto duro nonostante le vessazioni, le minacce, le ritorsioni alla quale sono stati sottoposti! 
Hanno aderito al ricorso per il riconoscimento dei diritti dei caregiver familiari nonostante tutto. 
Voi siete lo specchio dell'Italia migliore in un territorio difficilissimo! 
Ci rifiutiamo di inchinarci davanti alla prepotenza del potere ma siamo onorati di inchinarci davanti al vostro eroismo!!

venerdì 10 gennaio 2014

Conferenza Stampa


Sabato 1 Febbraio 
in occasione della Settima Giornata di Sostegno alle Famiglie con Disabili Gravi e Gravissimi, 
indetta fin dal 2007 dal Coordinamento Nazionale Famiglie Disabili, 
si svolgerà a Roma la Conferenza Stampa di aggiornamento sui ricorsi presso i Tribunali italiani relativi al riconoscimento del lavoro di cura, dei caregiver familiari e delle tutele correlate. 

Siete TUTTI invitati a partecipare!

Nel corso della Conferenza Stampa, che si terrà alle ore 11.00, presso il Centro Congressi Cavour a Roma (Via Cavour 50/a), l’avvocato Marco Vorano, che sta seguendo a procedura legale, aggiornerà sullo stato dei lavori.


Rivolgersi alla giustizia per il riconoscimento di diritti che solo in Italia, nonostante gli anni di battaglie legislative e burocratiche, non vengono riconosciuti, ha comportato oltre un anno di duro lavoro, sia per impostare un ricorso complesso relativo ad un vuoto legislativo inaccettabile in un paese civile, sia per collezionare una documentazione congrua e completa.

Non sono stati pochi gli ostacoli da affrontare, ultimo tra tutti ma non per dimensioni, la marcia indietro di molti familiari Palermitani che, nonostante l’adesione all’azione giudiziaria, fatti oggetto di vere e proprie minacce e terrorismo verbale, all’ultimo momento si sono ritirati.

Anche questo, purtroppo, ha comportato un ritardo ma non ci ha fermato e non ci fermerà.


Lo sappiano bene coloro che con fare mafioso stanno ricattando le famiglie, specie quelle più esposte e meno preparate ad attacchi di questo tipo, anche perché non escludiamo un prosieguo della vicenda con un’azione legale ulteriore perché coloro che sono stati sottoposti a tale manipolazione pretendano il ristoro dei pregiudizi patiti in tutte le sedi giudiziali competenti ivi compresa quella penale!

Seguirà nei prossimi giorni un comunicato dell'avvocato Marco Vorano.



venerdì 27 dicembre 2013

Ultimo piccolo impegno



Carissimi colleghi familiari caregiver, il ricorso è partito.
Adesso chiediamo un ultimo sforzo ai ricorrenti di Milano, Roma e Palermo.
Sono state create tre mail: 



chiediamo solo a chi ha FIRMATO il mandato all'avvocato Vorano d'inviare una mail   con il proprio Nome e Cognome, Codice Fiscale, Indirizzo di Residenza, recapiti telefonici e di posta elettronica ed i certificati d'invalidità e 104 scannerizzati alla mail corrispondente alla città in cui siete residenti(non inviatela ad altri indirizzi!!!).  
Questo servirà per una migliore organizzazione delle comunicazioni immediate. Mi raccomando, chiediamo il supporto di tutti per raggiungere tutti i ricorrenti in breve tempo. 
Un suggerimento per chi non ha lo scanner: quasi tutti i cellulari ormai possiedono la funzione per fotografare. E' quindi possibile scattare una foto al certificato, fate in modo che sia leggibile, ed inviarla per mail direttamente dal cellulare.

lunedì 2 dicembre 2013

Firma dei mandati a Palermo

Finalmente stiamo in dirittura d'arrivo, un ultimo sforzo prima del deposito del ricorso lo chiediamo a chi vuole ancora aderire a Palermo. 
Per la firma del mandato all'avv. Vorano si è chiesto al gentilissimo avvocato Emilio Rampolla di aiutarci nella raccolta delle firme. 
Per questo per tutto dicembre sarà a nostra disposizione nei giorni di Mercoledì e Venerdì dalle ore 16,30 alle 19,00 nel suo studio di Palermo in via R. Wagner n. 12. 
Prima di andare occorre telefonare al 091326159.


venerdì 8 novembre 2013

INPS e Sicilia....

Ci è giunta notizia che alcuni impiegati dell'INPS di Palermo abbiano contattato alcuni aderenti al ricorso minacciandoli che l'iter legale del riconoscimento del lavoro di cura avrebbe potuto produrre effetti negativi sui diritti acquisiti come la revisione dell'invalidità e la revoca degli assegni familiari. 
L'avvocato Marco Vorano specifica che tali affermazioni sono totalmente prive di fondamento e che, anzi, rientrano nella fattispecie di grave intimidazione, reato penale procedibile d'ufficio se, a maggior ragione, fatto da un impiegato pubblico e che comporta anche l'arresto di chi lo produce. 
Quindi chiede a tutti i ricorrenti siciliani di avvisare immediatamente l'avvocato (ricorso@famigliedisabili.org ) di qualsiasi contatto ufficioso e non da parte degli impiegati dell'INPS, e se ciò avvenisse di provvedere alla annotazione di data ed ora dell'eventuale telefonata ed il numero ricevente. Tutte le telefonate sono rintracciabili anche a distanza di tempo dell'avvenuto reato, in modo che possa direttamente agire per bloccare tali gravissimi violazioni.
La causa che stiamo effettuando non riguarda e coinvolge l'INPS (che è solo il soggetto più prossimale dello Stato), ma riguarda proprio lo Stato Italiano quindi appare evidente come queste intimidazioni non hanno alcun motivo di sussistere ma sono purtroppo parte di quella cultura omertosa che permane ancora a livello di gestione istituzionale del potere come un prolungamento della mafia.

mercoledì 30 ottobre 2013

ALZIAMO IL TIRO

Da qualche mese a questa parte sta diventando di “moda” parlare di LAVORO DI CURA e di CAREGIVER FAMILIARE.
Lo speravamo e in un certo senso ce lo aspettavamo.
Come purtroppo ci aspettavamo, con timore, la “proposta risolutiva” che da più parti a livello politico/istituzionale si sta concretizzando nel riconoscere al familiare caregiver una certa somma economica per il suo lavoro, anche attraverso il fioccare di Proposte di Legge e/o Delibere Regionali e Comunali (ultimo in ordine di tempo quelle Lombarde e Romane),

Chiariamo subito che questa “risposta” non coincide in NESSUN modo con le nostre richieste.

L'articolo 4 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo recita testualmente: “Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù.”

Ma in cosa consiste la condizione di schiavitù?
L'art. 600 del Codice Penale definisce la condizione di schiavitù quella “situazione di soggezione continuativa che costringe un individuo a prestazioni lavorative che ne comportino lo sfruttamento. La riduzione o il mantenimento nello stato di soggezione ha luogo quando la condotta è attuata mediante (…) abuso di autorità o approfittamento di una situazione di necessità, o mediante la promessa o la dazione di somme di denaro o di altri vantaggi a chi ha autorità sulla persona.”



Dunque, quando uno Stato costringe un cittadino ad una logorante assistenza del proprio familiare non rispettando le normali tutele obbligatorie in qualunque tipo di lavoro (il diritto al riposo, alla salute, a pause destinate alle relazioni sociali); quando qualcuno costringe a svolgere il lavoro di cura minacciando, qualora l'impegno divenga insostenibile, di sottrarre il proprio caro con disabilità per istituzionalizzarlo, quando l'amore diviene, per lo Stato, uno strumento di ricatto.... questa è una condizione di schiavitù.

Occorre anche rilevare che un enorme quantitativo di ricerche scientifiche svolte in tutto il mondo sulla condizione dei familiari caregiver ne hanno decretato senza alcun dubbio la condizione di altissimo rischio sanitario, con un’aspettativa di vita inferiore anche di 17 anni rispetto alla media e una enorme incidenza di patologie invalidanti dalle quali sono affetti.

Ma c'è di più: se il familiare con disabilità necessita di un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale in quanto rientra tra quelle disabilità certificate come gravi, la situazione del familiare caregiver può sfiorare l'aberrante condizione di tortura.

La tortura è un sistema di coercizione fisica e psicologica che utilizza frequentemente metodologie come la deprivazione del sonno, l'isolamento, il terrore, l'umiliazione.

Quando si costringe un familiare a vegliare notte dopo notte, nel terrore che qualcosa possa accadere al proprio caro, quando lo si isola da normali relazioni con i propri simili, quando lo si umilia con continue richieste e prassi burocratiche spesso inutili e vessanti per ottenere supporti e sostegni minimi – mai notturni – , ciò che subisce è, senza alcuna esagerazione, una tortura.

Uno Stato che commette abusi così gravi nei confronti dei diritti umani non può cavarsela erogando oboli di qualche centinaia di euro al mese.



E' obbligato secondo accordi e regolamenti che ha sottoscritto anche con altri Stati, al rispetto dei diritti lavorativi ed umani dei familiari che prestano lavoro di cura, quindi deve fornire supporti assistenziali cospicui per permettere al familiare caregiver di accedere ai più elementari diritti come riposarsi, curarsi e mantenere una vita di relazione. 

Chiara: ai domiciliari senza reato





lunedì 7 ottobre 2013

Appuntamenti

Solo per chi è residente a Roma ed a Milano (per ora) sono fissati due incontri con l'avv.Marco Vorano per la firma del mandato di rappresentanza in tribunale. 



PER MILANO


L'incontro è fissato presso L'Ostello della Gioventù Piero Rotta -http://www.aighostels.it/it/ostelli/lombardia/milano/piero-rotta Zona San Siro - dalle ore 9.30 alle ore 13.00 - non è necessario restare oltre il tempo necessario per la firma, massimo 10/15 minuti, anche se questa è una buona occasione per chiedere notizie all'avvocato e conoscere gli altri ricorrenti - .
Occorre portare un memoriale (massimo due pagine) nella quale si descrive il proprio lavoro di cura com'è stato spiegato qui. Bisogna avere con se un documento di riconoscimento non scaduto e la quota di partecipazione. In quella sede saranno rilasciate le ricevute degli aderenti che hanno firmato a Giugno.



domenica 6 ottobre 2013

Raccomandate

Renata di Paderno Dugnano (MI) ci spiega come sapere a che punto è la raccomandata spedita all'INPS:
RINTRACCIARE UNA RACCOMANDATA

INSERITE IL CODICE CHE SI TROVA IN ALTO A DX SOPRA IL CODICE A BARRE
Le cifre vanno inserite senza interruzioni e senza trattino
poi cliccate su ESEGUI LA RICERCA
inserire il numero della raccomandata esempio 1234567891
NON CLICCATE SU NUOVO CODICE ma cliccate su “ricerca”
appariranno gli estremi della spedizione- a questo punto cliccate sulla lente d'ingrandimento e apparirà la data di consegna della raccomandata.
Tenete presente che dal momento della consegna possono passare anche 20 giorni perché la ricevuta di ritorno viaggia come posta ordinaria.


Chi non riceve indietro le ricevute di ritorno, fà fede la consegna dichiarata da POSTE ITALIANE e si può allegare alla documentazione da inviare


giovedì 3 ottobre 2013

INPS

Attenzione a tutti i familiari caregiver che hanno inviato le raccomandate all'INPS



Nel caso foste contattati telefonicamente da impiegati dell'INPS che chiedono informazioni, NON rispondete ad alcuna domanda, chiedete un risposta scritta ai sensi della legge sulla trasparenza degli atti ed eventualmente informateli che siete assistiti dall'avv. Marco Vorano.

mercoledì 25 settembre 2013

COMUNICATO STAMPA



FAMILY CAREGIVER: UNA CATEGORIA DI CITTADINI IN SCHIAVITU'





E’ entrata nella fase più calda una iniziativa che negli ultimi mesi ha fatto molto parlare di sé per il percorso innovativo che essa rappresenta. Si tratta del ricorso collettivo avviato per richiedere il riconoscimento della figura del Family Caregiver e di tutele e diritti alla stessa figura collegati.


Il Family Caregiver è colui – ma molto più spesso colei - che si occupa in ambito domestico di un familiare affetto da grave disabilità, una figura fondamentale per il tessuto sociale, in Italia del tutto misconosciuta, nonostante tutti i Paesi Europei ne riconoscano, invece, l’altissima rilevanza con leggi e provvedimenti specifici.


Dopo un’attesa di quasi vent’anni, durante i quali il Parlamento italiano non è riuscito a legiferare nemmeno sul prepensionamento dei Family Caregiver, nonostante in tutte le passate Legislature centinaia di Parlamentari avessero caldamente appoggiato il provvedimento, su iniziativa di due familiari caregiver molto agguerrite, Chiara Bonanno e Maria Simona Bellini, si è deciso di passare ad azioni concrete.

Dopo svariati mesi dedicati all’organizzazione e allo studio della strategia legale, elaborata dall’Avvocato Marco Vorano di Venezia, che si sta peraltro occupando anche dei noti ricorsi sulle cure con cellule staminali, e con la convinta partecipazione di migliaia di persone che vivono in prima persona questa particolare condizione di vita, i ricorsi verranno a breve depositati nei Tribunali di Milano, Palermo e Roma.


Con un’anticipazione: da ogni angolo d’Italia stanno infatti partendo migliaia di lettere indirizzate all’INPS, con le quali i Family Caregiver chiedono che vengano finalmente riconosciuti loro, i diritti più elementari rispetto al proprio impegno di assistenza e cura che può protrarsi anche 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno.


“Dato che lo Stato volutamente ci ignora, pur sapendo a quale impegno siamo sottoposti e quanto rappresentiamo per il welfare italiano – afferma Maria Simona – i nostri diritti andremo a reclamarli nei Tribunali e siamo molto ottimisti. Crediamo che la Giustizia del nostro Paese non potrà ignorare che l’Italia è l’unico Paese occidentale a non aver mai legiferato in favore dei Family Caregiver.”


“Stiamo cambiando la storia di questo Paese – prosegue Chiara – e per la prima volta un folto gruppo di cittadini, senza padrini e sotto alcuna bandiera, reagisce, in modo forte ma civile, alle prepotenze di uno Stato volutamente assente. La nostra è una condizione al limite del mancato riconoscimento dei più elementari diritti umani, in certi casi assimilabile addirittura alla schiavitù.”


A breve nuovi incontri verranno organizzati nelle città sedi dei Tribunali dove verranno depositati i ricorsi, informano le organizzatrici, mentre il tam-tam delle famiglie procede senza interruzioni sui social network, si intrecciano email, si moltiplicano le telefonate per informarsi e scambiare esperienze, nell’attesa che la politica italiana esca dal torpore per offrire risposte concrete ad una tra le fasce più invisibili e fragili della popolazione italiana, quella dei Family Caregiver.


Vedi anche:

mercoledì 4 settembre 2013

PER TUTTI I FAMILY CAREGIVER

DA LEGGERE ATTENTAMENTE PRIMA DI INVIARE LE RACCOMANDATE ALL'INPS DI CUI TROVERETE IL FAC SIMILE IN FONDO A QUESTA PAGINA



Questa mattina c'è stato un incontro con l'Avv. Vorano durante il quale abbiamo definito in modo chiaro la strategia da attuare da questo momento in poi. E' importante che tutte le famiglie disabili sappiano e possano partecipare alla più grande battaglia legale di tutti i tempi per l'ottenimento dei nostri diritti! 


Abbiamo in particolar modo chiarito i seguenti punti:


  • le Raccomandate all'INPS DEVONO essere inviate, URGENTEMENTE, da tutti coloro che hanno firmato i Ricorsi a Milano, Palermo e Roma ma POSSONO essere inviate anche da tutti gli altri aderenti, anzi è auspicabile che lo facciano TUTTI i family caregiver a sostegno dell'azione.


  • poiché l'Italia è l'unico Paese europeo nel quale esiste un colpevole vuoto normativo relativo ai caregiver familiari, si apre qualsiasi possibilità di risposta giuridica, compresa quella che in un nucleo familiare possano essere riconosciuti più di un family caregiver, quindi è possibile partecipare – anzi vi invitiamo a farlo – anche più membri della stessa famiglia


  • l'Avv. Vorano preferisce che la prima Raccomandata venga inviata da TUTTI alla Sede Centrale di Roma (INPS Sede Centrale, Via Ciro il Grande 21, 00144 Roma) mentre la seconda dovrà essere inviata alla sede INPS di riferimento territoriale che potrete trovare inserendo il vostro CAP di residenza cliccando qui.


  • Attenzione: è inutile inviare all'INPS copia delle certificazioni che vanno SOLO citate.


  • L'invio delle raccomandate si rende necessario per evitare che i ricorsi vengano respinti a causa di un vizio di forma (non aspettano altro!!!), nel rispetto dell'art. 443 del Codice di Procedura Civile.


  • Le ricevute di ritorno (ovvero le cartoline bianche che tornano indietro quando la raccomandata è stata effettivamente consegnata) delle raccomandate o delle PEC e copia della lettera inviata (che dovrete conservare GELOSAMENTE) dovranno essere trasmesse alla mail ricorso@famigliedisabili.org inserendo nell'oggetto della mail “INPS + CITTA' DI RESIDENZA + PROVINCIA”.


  • Quando ci saranno pervenute tutte le ricevute delle raccomandate provvederemo a sollecitare ufficialmente una risposta immediata che, in caso di esito negativo, ci permetterà di avviare il ricorso nei termini di legge. Con questo scopo abbiamo pensato di creare un contatto diretto segnalando ufficialmente all'INPS il nominativo, in qualità di portavoce, di Maria Simona Bellini (e dove necessaria la presenza del legale dell'Avv.Vorano) anche per semplificare il confronto con l'INPS ed assolvere agli adempimenti burocratici conciliativi obbligatori per legge prima di ricorrere ai tribunali.

  • In tutte e tre le città dove sono stati firmati i mandati (Milano, Palermo e Roma)  sarà organizzato a breve un nuovo incontro con l'Avv. Vorano, per cui chi volesse aggiungersi al ricorso potrà firmare il mandato, consegnare il proprio memoriale e versare la quota di adesione di 100 euro (per ora SOLO i ricorrenti di Milano, Palermo e Roma).


  • RICORDIAMO CHE LE CAUSE CHE STIAMO PER AVVIARE NEI TRIBUNALI DI MILANO, PALERMO E ROMA NON HANNO LO SCOPO DI RAGGIUNGERE UN RICONOSCIMENTO SOLO PER I RICORRENTI. RIBADIAMO CONVINTAMENTE CHE L'OBIETTIVO PRINCIPALE RESTA UNA NORMATIVA NAZIONALE CHE RICONOSCA IL LAVORO DI CURA SVOLTO VOLONTARIAMENTE DAL FAMILIARE CAREGIVER ED I DIRITTI E LE TUTELE CONSEGUENTI.
ATTIVATEVI PERCHE' CHI NON HA INTERNET SAPPIA DI QUESTA NUOVA AZIONE. E' FONDAMENTALE CHE PARTECIPIAMO TUTTI!!!!




FACSIMILE DELLA RACCOMANDATA DA COMPLETARE CON I PROPRI DATI E SITUAZIONE FAMILIARE

Spett.le INPS
Sede Centrale
Via Ciro il Grande, 21
00144 Roma RM

Spett. le Inps di ....
(la sede INPS di zona si può trovare inserendo il proprio CAP qui:sedi INPS)



Il/la sottoscritto….. nato a ....residente in....C.F.....,
nella qualità di caregiver familiare di.....nato a ....residente in....affetto da ....fin dall' anno/dalla nascita... come da documentazione medica e medico-legale in possesso del/la sottoscritto/a (riconoscimento invalidità civile 100% ai sensi della L. ….., riconoscimento inabilità 100% ai sensi della L…., riconoscimento gravità dell’handicap ai sensi della L. 104/92, diagnosi di …… da parte di <<qualsiasi ente pubblico, ospedale, ASL che certifica la diagnosi>>),
premesso che:


1) dalle ore ....alle ore ... di tutti i giorni feriali, ivi incluse le ore notturne (l'orario che va indicato è quello relativo al lavoro di cura ovvero quando non è affidato ad altri: scuola, centro diurno, assistenti retribuite, lavoro ecc), nonché 24 ore su 24 nei giorni festivi e (eventualmente) nel corso delle vacanze estive e altro (malattia, scioperi, assemblee sindacali ecc.) risulta essere impegnato nell'accudimento del predetto soggetto;

2) il detto soggetto non può essere lasciato solo abbisognando di continua, globale e costante attenzione e assistenza specialistica;


3) a causa della detta prestazione inquadrabile  come sub lavoro di volontariato e/o come prestazione socialmente utile ha inoltre dovuto sobbarcarsi l’onere di un lavoro onde sostenere il proprio nucleo familiare/abbandonare il proprio lavoro/non ha potuto essere assunto/a/ha dovuto lavorare in regime di part time
/non ha potuto accedere a progressi di carriera/ha dovuto optare per un regime di telelavoro

4) pertanto giusto accertamento della propria qualifica di caregiver familiare, in armonia con le vigenti legislazioni europee, il sottoscritto caregiver familiare ha diritto da parte dello spettabile Istituto Previdenziale ad un riconoscimento.

Tanto premesso il sottoscritto richiede in via alternativa e/o cumulativa il riconoscimento di contributi previdenziali figurativi a copertura delle ore di assistenza prestate, un indennizzo mensile quantificato e/o quantificabile dalla Signoria Vostra e il diritto al prepensionamento configurandosi l' attività svolta in un lavoro usurante di particolare intensità.

Distinti saluti.



FIRMA


Inserite qui i vostri recapiti




Per eventuali dubbi o chiarimenti scrivere a ricorso@famigliedisabili.org oppure lacurainvisibile@gmail.com


Non siamo più soli, abbiamo creato un gruppo forte e volitivo, SENZA BANDIERE E SENZA PADRONI, sappiamo quali sono i nostri diritti e ce li andremo a prendere! Forza, dobbiamo sommergerli!!!

venerdì 5 luglio 2013

Alcuni chiarimenti legali sul ricorso

In occasione dell'incontro a Palermo per la firma dei mandati l'avvocato Marco Vorano ha spiegato alcuni dettagli del ricorso per il riconoscimento del familiare caregiver. 








martedì 25 giugno 2013

Cosa stiamo chiedendo?

La domanda che ci fanno in molti, e che presto ci farà anche la politica, è questa: cosa volete? Cosa intendete per riconoscimento del caregiver familiare?

Per un'immediata comprensione basta chiarire che quello che si vuole riguarda la tutela dei diritti connessi al LAVORO DI CURA che i familiari compiono verso il proprio congiunto con disabilità grave.

La Legge 104/92 art.3 al 3 comma cita testualmente: "Qualora la minorazione, singola o plurima, abbia ridotto l'autonomia personale, correlata all'età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione, la situazione assume connotazione di gravità". 

Dunque lo Stato Italiano certifica, nero su bianco, che alcune persone con disabilità hanno necessità assistenziali permanenti, continuative e globali.
Lo ripeto, perché questo è un punto cardine: PERMANENTI, CONTINUATIVE e GLOBALI.
Chi è che offre alle persone con disabilità un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale?

I servizi offerti dallo Stato alla famiglia hanno, malgrado i proclami legislativi sulla sussidiarietà dell'intervento, la caratteristica di interventi residuali, sono cioè in quantità marginale e irrilevante rispetto alla certificata complessità della condizione di una persona con disabilità grave. Quindi il compito di assistere in maniera PERMANENTE, CONTINUATIVA E GLOBALE una persona con disabilità grave lo assolve, in maniera pressocchè totalizzante, la famiglia.

Ma c'è di più: la legge italiana riconosce la DELEGA totale nella cura che affida ad un familiare attivando una serie di agevolazioni per effettuare meglio tale impegno, dai permessi retribuiti, al congedo bieannale retribuito, alla possibilità di scegliere il luogo di lavoro più vicino a dove risiede la persona con disabilità grave, alla possibilità di modulare l'orario di lavoro per meglio venire incontro alle necessità di cura. 
Tutte queste agevolazioni hanno due peculiarità: riguardano ESCLUSIVAMENTE le necessità assistenziali della persona con disabilità grave e servono ad evitare, al familiare, la perdita di un impiego subordinato a contratto indeterminato.

Dunque, malgrado l'ambiguità della normativa, per la legge italiana il familiare con disabilità sta svolgendo un lavoro di cura nei confronti della persona con disabilità. E fa questo anche svolgendo un altro lavoro...insomma è come se il datore di lavoro prestasse il lavoratore caregiver allo Stato per svolgere il suo lavoro di cura.

Ma la nostra Costituzione afferma in più e più articoli che il lavoratore ha dei diritti inviolabili: ha diritto al riposo, ad essere sostituito quando si ammala, ha diritto a curarsi e veder riconosciute le patologie acquisite durante lo svolgimento del suo lavoro, ha diritto alle ferie, al week end ecc ecc.
Anche la Carta dei diritti fondamentali dell'unione europea distingue chiaramente cos'è lavoro e cos'è la condizione di schiavitù.

Quando ad un famigliare non vengono riconosciuti i diritti al riposo, alla salute ed alle relazioni sociali nello svolgimento del suo lavoro di cura qual'è la sua condizione se non quella di schiavitù?

Attenzione perché c'è un altro punto importante che vorrei chiarire: alcune Ordinanze Regionali hanno apparentemente riconosciuto il ruolo del familiare caregiver decretando che parte dell'assegno di cura che la Regione eroga alla persona con gravissima disabilità fosse impiegato per “retribuire” il familiare.

Su questo provvedimento ci sono una serie di domande che voglio condividere:

  • il familiare caregiver assunto come badante del proprio congiunto quando finisce il suo orario di lavoro dove può andare a riposare?
  • Il famigliare caregiver assunto come badante del proprio congiunto dove e con chi impiega i suoi week end o le sue ferie?
  • Il familiare caregiver assunto come badante del proprio congiunto quando si ammala dove va a curarsi?
  • Il familiare caregiver assunto come badante del proprio congiunto che farà quando perderà il proprio lavoro a causa della morte della persona con disabilità grave, oppure della SCELTA della persona con disablità grave di vivere con altre persone, come nel caso di un figlio diventato adulto o di un coniuge che vuole separarsi?


Il familiare caregiver NON è in cerca di un lavoro da badante!

Il riconoscimento del familiare caregiver è il riconoscimento dei diritti umani della persona che, per amore, sceglie di svolgere il lavoro di cura. 

mercoledì 12 giugno 2013

Dalle parole ai fatti.

Colleghi familiari caregiver si parte!
Nelle tre città dove si sono raccolte le maggiori adesioni, che sono per ora Milano, Roma e Palermo, si sta firmando il mandato all'avvocato Marco Vorano che ci seguirà nel ricorso. 
A Roma c'è già stato l'incontro il 9 Giugno, il 22 Giugno ci sarà a Milano ed il 29 a Palermo.
L'avvocato ha chiesto a tutti i ricorrenti di preparare un memoriale nella quale si dovranno elencare i propri dati anagrafici, i recapiti telefonici e contatto e-mail ed il Codice Fiscale per la fatturazione. In circa due pagine formato word ogni ricorrente si racconterà cercando di evidenziare i problemi riscontrati dal mancato riconoscimento dei diritti umani durante il proprio lavoro di cura. Quindi, ad esempio, i problemi avuti nel lavoro (mobbing, impossibilità di carriera, riduzione dell'orario, perdita del lavoro ecc), alla salute (sono diverse le patologie professionali collegate alle condizioni usuranti del lavoro di cura: problematiche muscolo/scheletriche, cardiocircolatorie, depressione e sindrome post traumatica, neoplasie ecc.), problemi economici (aumento generalizzato di tutti i costi per la mobilità, l'accessibilità, le cure sanitarie ecc), problemi legati alle relazioni affettive (allontanamento ed abbandono del partner, dei familiari, degli amici), ecc.

Questo è l'intervento dell'avv. Marco Vorano in occasione delle firme del mandato a Roma.