giovedì 18 dicembre 2014

Un fiume in piena.....

La raccolta delle firme per la petizione al Parlamento Europeo è in dirittura di arrivo, finirà infatti il 31 dicembre 2014 poi per i primi di Gennaio sarà consegnata.
In meno di un mese la petizione si è diffusa capillarmente in tutta Italia, spontaneamente piccoli gruppi di familiari caregiver hanno creato banchetti, mobilitato associazioni e sindacati, coinvolto amici, parenti e colleghi, interessato media locali ed internazionali. 
Le firme giunte fino ad adesso alla sede del Coordinamento Famiglie Disabili Gravi e Gravissimi sono 4707 mentre quelle raccolte ma non ancora consegnate hanno già superato le 10.000!!!!
Insomma, già attualmente questa è la petizione con il maggior numero di firmatari che il Parlamento Europeo abbia mai ricevuto. 
I familiari caregiver italiani ce la stanno mettendo tutta per fare in modo che il Parlamento Europeo percepisca quanto è sentito ed urgente il riconoscimento dei diritti umani dei familiari che sono costretti ad accantonare la loro vita e la loro salute per garantire la cura e la sopravvivenza dei loro congiunti con disabilità.

Si rammenta che i moduli ed il materiale per firmare si trovano cliccando qui.







Ci sono arrivate le segnalazioni di alcuni presidi autogestiti di raccolta firme, l'elenco verrà aggiornato man mano che ne avremo notizia:
  • Nel Lazio: a Roma, Domenica 21 Dicembre, dalle 10,00 alle 18,00, presso il Mercatino di Natale dell'Associazione Spinaceto Sport, nel Quartiere Spinaceto in Via Carlo Avolio 60. Ancora nel Lazio: a Roma, Sabato/Domenica 13-14 e 20-21 Dicembre al Mercatino "Il Natale Ritrovato", dalle 11 alle 21, presso il Palafitarco di Via Bruno Pontecorvo (di fronte al Leroy Merlin Laurentina)


    • In Veneto: a Ponte San Nicolò (PD), Sabato 20 Dicembre dalle ore 20.30 presso la Sala Civica del Comune dove si terrà il concerto di Natale organizzato dall'Associazione Prader Willi.

    • In Toscana: a Lucca presso l'ITI Fermi durante il ricevimento generale dei professori nei giorni del 10 e 11 dicembre dalle 16,00 alle 19,00

    • In Sicilia: ad Aci Trezza, Frazione di Aci Castello (CT) Sabato e Domenica 13-14 Dicembre 2014 in P.zza G.Verga . Museo Casa del Nespolo nel corso del "Mercatino di Natale... in riva al mare" Ancora in Sicilia: a Caltanissetta Sabato 13 Dicembre durante il Concerto di Natale all'Auditorium del Liceo Scientifico "A. Volta" e Sabato/Domenica 20 e 21 Dicembre presso il Centro Commerciale "Il Casale"

    • In Calabria: Sabato 6 Dicembre, dalle 9 alle 13 in piazza dei Martiri a Locri e nel pomeriggio in piazza a Gioiosa Ionica.

    • In Liguria: Domenica 7 Dicembre a La Spezia presso il Centro Commerciale Leclerc

    • In Campania: 6-7-8 Dicembre dalle 10 alle 20 all'Orto Botanico di Portici nel corso della manifestazione Natale nell'Orto, Ancora in Campania: 6-7-8 Dicembre a Villa Buonanno di Cercola (NA) nel corso dei mercatini di Natale



    giovedì 4 dicembre 2014

    Della nostra battaglia si interessa la Germania

    In occasione della Gionata Internazionale delle Persone con Disabilità i media tedeschi, che ricordiamo hanno un'ottima legislazione a tutela dei diritti umani della persone con disabilità e dei loro familiari caregiver, si sono interessati alla nostra battaglia. 
    Mille sfaccettature della vita dei familiari caregiver italiani ("fratelli siamesi", come li ha definiti una delle intervistate) sono usciti da questa conversazione che è possibile leggere in italiano cliccando 
    qui 
    oppure ascoltare




    Chissà....forse la prossima volta saranno nazioni come la Romania o la Grecia a fare servizi su come lo stato Italiano vìola colpevolmente i diritti umani dei familiari caregiver che, attraverso il loro lavoro di cura, sostengono quasi interamente il welfare.

    Sono molto fiera di dare quest'aggiornamento su questa bellissima intervista di Alessandra Bartali: l'opera ha vinto il premio speciale della giuria nell'edizione 2015 del Premio L'anello debole!
    Grazie Alessandra e grazie anche a Radio Colonia che ci ha offerto di far uscire, per la prima volta, la nostra condizione dall'omertà nazionale.
    Articolo su Redattore Sociale







    sabato 15 novembre 2014

    ALCUNI ARTICOLI INTERESSANTI



    L'attenzione dei media sulla battaglia per il riconoscimento della nostra condizione è sempre attenta.

    Ringraziamo la giornalista Antonella Patete per quest'ottimo ed approfondito articolo dal titolo 

    "LA LUNGA NOTTE DEI CAREGIVER FAMILIARI" 

    (consultabile on line a questo url SuperAbile Magazine "La lunga notte dei caregiver familiari" ) 

    pubblicato dalla rivista SuperAbile Magazine, mensile dell’Inail sui temi della disabilità.

    La rivista viene inviata gratuitamente a circa 5mila abbonati in versione cartacea può essere consultabile online sul portale Superabile, ed è possibile anche scaricarla in pdf.

    Chi fosse interessato può attivare un abbonamento gratuito alla versione cartacea o pdf (o a entrambe) compilando il format che è possibile raggiungere qui.



    martedì 21 ottobre 2014

    Petizione al Parlamento Europeo aggiornamento

    Aggiornamento sulla raccolta di firme per la petizione al Parlamento Europeo che si sta diffondendo a macchia d'olio: 
    ed al 
    modulo per le firme ridotto 
    è possibile scaricare anche una 
    LOCANDINA di spiegazione brevi 
    ed il
    VOLANTINO
    da mettere nei banchetti di raccolta firme che via via si organizzeranno.
    Oltre alle raccomandazioni riassunte qui:

    chiediamo alle persone che stanno raccogliendo le firme di raccoglierle a titolo personale, senza evidenziare alcuna sigla politica e non. 


    giovedì 16 ottobre 2014

    Sentenza di Roma

    E' arrivata anche la sentenza del tribunale di Roma. Come quello di Milano il magistrato non è entrato nel merito del contendere ma ha preferito rigettare il ricorso per un vizio di forma. 

    Un vizio di forma!

    E' indicativo questo comportamento: creare giurisprudenza per un magistrato è un atto coraggioso. Questo lo sapevamo bene. Ancor di più in un contesto come quello attuale dove il mancato allineamento espone a pesanti ritorsioni soprattutto se poi si chiamano a rapporto dei poteri forti.

    Nessuno dei due magistrati ha nemmeno provato ad entrare nel merito ma anzi, leggendo la sentenza il magistrato di Roma ammette senza alcun dubbio che i “ricorrenti svolgono attività di caregiver, ovvero di prendersi tutti quotidianamente cura dei propri familiari ammalati cronici, gravemente invalidi e non autosufficienti” dimostrando, rispetto alla sentenza di Milano, che la documentazione presentata eliminava ogni dubbio sull'effettivo ruolo svolto dal familiare caregiver.

    Andiamo avanti, raffinando gli strumenti!

    Al prossimo passo che faremo non potranno più appellarsi ad un vizio di forma e saranno costretti ad entrare nel merito per stabilire se il nostro LAVORO ha diritto ad avere le stesse tutele  previste per ogni tipo di attività lavorativa, anche se fatta con finalità atipiche di natura volontaristica, educativa e riabilitativa.

    Nel frattempo la nostra petizione arriverà sui tavoli della Comunità Europea..

    Questa è la sentenza di Roma:










    Petizione al Parlamento Europeo

    DIRITTI UMANI E TUTELE PER I CAREGIVER FAMILIARI ANCHE IN ITALIA! PARTE LA RACCOLTA FIRME PER LA PETIZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO

    E' ormai chiarissimo che in Italia non c'è alcuna volontà politica ne' sociale di sostegno ai Caregiver Familiari, ossia persone che si curano in ambito domestico di un proprio familiare non autosufficiente, 24 ore su 24 e 365 giorni l'anno, che vivono in situazioni simili alla schiavitù per una scelta d'amore, senza alcun accesso ai diritti umani fondamentali come quello al riposo, alla salute, alla vita sociale, alla realizzazione personale. 
    L'assordante silenzio della politica dopo oltre 20 anni di promesse e il rifiuto della magistratura di condannare un criminale vuoto legislativo, ci costringono a cercare altre strade fuori dai confini di un'Italia matrigna sempre più aggressiva nei confronti delle fasce deboli e sempre più complice e compiacente verso i ricchi, i potenti, i collusi, i delinquenti...
    Le petizioni in Italia vengono considerate carta straccia, le firme di centinaia di migliaia di persone valgono meno di niente mentre presso il Parlamento Europeo è stata istituita una Commissione per le Petizioni che sembra prenda molto sul serio le istanze dei Cittadini. 
    Bene, è questo il prossimo passo che faremo. Lo scopo è di inondarli di firme, di Italiani e non, che a questo massacro non ci stanno e che ritengono i diritti fondamentali dell'uomo un bene universale PER TUTTI!
    Contiamo sulla partecipazione di tutti i cittadini, CHIUNQUE SIA MAGGIORENNE PUO' FIRMARE, anche chi non è coinvolto nelle nostre drammatiche situazioni.
    Raccoglietene più che potete lasciando - e ritirando in un secondo tempo - i fogli/firma presso i negozianti, i vicini, i colleghi, le ASL, i centri di riabilitazione, le Associazioni, organizzate banchetti di raccolta, fate tutto ciò che vi viene in mente. 
    I fogli firma sono due, uno più esteso con spiegazioni più approfondite, ed uno con il solo testo della petizione. Fate firmare o l'uno o l'altro, saranno valide in entrambi i casi.

    L'indirizzo presso cui inviare le firme (in originale!) è il seguente:
    Coordinamento Famiglie Disabili 
    C/O Bellini 
    Via dei Remondini 138
    00128 ROMA RM

    Solo insieme ce la  possiamo fare! 
    AL LAVORO E .... FORZA!!!

    Info: 
    Simona tel. 333 9294288
    Chiara tel. 333 9426324


    mercoledì 24 settembre 2014

    Resoconto dell'udienza di Roma

    Il 22 Settembre al Tribunale di Roma ha avuto luogo la prima udienza del ricorso presentato per il riconoscimento dei diritti umani dei familiari caregiver.
    L'udienza si è tenuta nell'ufficio del Giudice, dott.ssa Capaccioli, affollato da nutrito gruppo degli oltre 100 ricorrenti, alla quale è stato concesso di assistere. 
    Fuori dall'aula altri familiari caregiver, venuti anche da altre regioni, sono rimasti in attesa di avere notizie.
    Durante il dibattimento non si è entrati nel merito ma si è discussa solamente l'eccezione di accettabilità del ricorso sollevata dalla controparte.
    Il magistrato ha quindi deciso di rimandare la discussione del merito al 14 Ottobre, ore 11.00 per la necessità di approfondire meglio la documentazione presentata.
    In effetti l'impressione è che, almeno inizialmente, il magistrato fosse intenzionato a concludere il prima possibile la questione respingendo il ricorso, esattamente come a Milano.
    L'aver poi affermato esplicitamente l'intenzione di voler esaminare attentamente tutto il fascicolo è un aspetto importante soprattutto riguardo le indicazioni riportate in sentenza.
    Quindi, anche se il ricorso dovesse essere respinto, il Giudice ha facoltà di "illuminare" i nostri legislatori che fanno orecchie da mercante e continuano ad ignorare le nostre situazioni.
    Comunque vada noi andremo avanti, sia legalmente che informando l'opinione pubblica della nostra esistenza coinvolgendola nella nostra causa, ma anche nell'opera di mediazione con le istituzioni.
    La massiccia partecipazione di ieri dei familiari caregiver di ieri (che non possiamo documentare perché, purtroppo, tutte le foto scattate all'interno del tribunale, da noi e dai giornalisti, sono state sequestrate con diffida di pubblicazione) ci ha fatto toccare con mano il fatto di esser riusciti a creare uno zoccolo duro di persone che non intende mollare. 
    Bastava guardare i volti di chi era presente colmi di tanta determinazione e voglia di fare. E tantissimi sono stati i messaggi ricevuti dal comitato promotore durante e dopo l'udienza da parte di quei familiari caregiver che, a causa del loro lavoro di cura, non sono riusciti a partecipare.
    Aspettiamo il 14 Ottobre ma aspettare non significherà fermarsi, continuiamo a fare, informare, lavorare. I riflettori si sono accesi, non permettiamo a nessuno di spegnerli!!!


    lunedì 22 settembre 2014

    Rassegna Stampa Udienza di Roma


    Arriva in tribunale la battaglia dei caregiver familiari
    Sono 400 le persone che hanno fatto ricorso per il riconoscimento dei diritti umani di chi si prende cura dei propri familiari affetti da gravi disabilità. Tra le richieste tutele previdenziali e possibilità di curarsi. “Ci sentiamo ai domiciliari, ma senza reato”

    22 settembre 2014 - 14:30
    ROMA - È stata rinviata al prossimo 14 ottobre l’udienza relativa al ricorso a favore dei caregiver familiari, che chiedono il riconoscimento giuridico di quella particolare categoria di persone che si prende cura dei propri familiari non autosufficienti affetti da grave disabilità o malattia. Un impegno a titolo del tutto gratuito, che permette ingenti risparmi alla casse dello Stato: dai 400 ai 1000 euro al giorno a famiglia, secondo le stime dei ricorrenti. 
    La battaglia dinanzi ai giudici del Tribunale del lavoro è partita circa due anni fa, quando il Coordinamento nazionale famiglie disabili gravi e gravissimi ha presentato un’azione collettiva nei confronti dell’Inps nelle città di Milano, Roma e Palermo, a cui hanno preso parte 400 ricorrenti, di cui oltre 100 nella sola Capitale. Obiettivo: l’accesso ai diritti umani fondamentali, dal riconoscimento delle tutele previdenziali al diritto alle cure mediche. 
    “Stanchi delle troppe leggi ferme da troppo tempo in Parlamento abbiamo deciso di intraprendere un’azione legale – spiega Chiara Bonanno, portavoce del Coordinamento e promotrice del blog dedicato ai caregiver familiari “La cura invisibile”(http://la-cura-invisibile.blogspot.it) –. Il ricorso mira al riconoscimento dei diritti umani più elementari per i family caregiver, quali quello al riposo, alla salute, alla vita sociale, completamente annullati in un contesto di moderna schiavitù sommersa di cui molti sono all’oscuro. Ci sentiamo ai domiciliari, senza aver commesso un reato”.
    Anna, 49 anni, un impiego nel settore vendite di una multinazionale, si prende cura da sola della propria figlia 27enne, affetta da una grave cerebrolesione. “Sono separata da quando lei aveva tre anni, il mio compagno è morto due anni fa, la mia famiglia è in Sicilia e il padre di mia figlia da due anni non telefona neppure per sapere se è viva o se è morta – racconta –. 
    La mia azienda non sa che ho una figlia disabile, devo comprare dei farmaci molto costosi che non vengono forniti dalla sanità pubblica e mio marito non paga gli alimenti. Posso usufruire di cinque ore e mezzo di assistenza domiciliare dal lunedì al venerdì, che non mi coprono neppure l’orario di lavoro, il resto devo pagarlo io. Il sabato e la domenica svolgo da sola il lavoro di cinque persone. Negli ultimi anni mi sono dovuta sottoporre a due interventi chirurgici e ho un problema al cuore. Trovare il tempo per curarmi è un problema». Un problema che Anna condivide con tanti altri caregiver familiari, le cui condizioni di salute risentono di una vita difficile e talvolta ai limiti delle potenzialità umane e che, in alcuni casi, non riescono neppure a trovare il tempo necessario per fare visite ed esami. “Eppure – precisa Bonanno – non vogliamo mandare i nostri cari negli istituti, perché vogliamo comunque consentirgli di fare una vita dignitosa tra i propri affetti e nel proprio ambiente”.
    “Nei confronti delle nostre istanze c’è stata una chiusura tombale – commenta l’avvocato Marco Vorano, che ha seguito la causa insieme a un team di giuristi e legali –. Ci siamo rivolti al Tribunale perché, non essendoci una norma specifica, ci appelliamo al principio dell’analogia rispetto a chi si trova in situazioni simili, come per esempio chi svolge un lavoro usurante. Non esiste una legge, la politica non ci ascolta e allora non ci resta che il Tribunale per far valere le nostre ragioni". 
    Già lo scorso 15 luglio la sezione Lavoro del Tribunale di Milano aveva dichiarato nullo il ricorso. Il motivo? Perché il problema sottoposto all’autorità giudiziaria dovrebbe trovare la soluzione tra le aule del Parlamento. Ma i caregiver non si arrendono e in molti già pensano di portare le loro istanze alla Corte Europea per i diritti umani e al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite. Nel frattempo hanno trovato un simbolo che ha l’ambizione di fare il giro del mondo: un nastro arancio-blu a sostegno dei diritti del family caregiver. L’arancio per indicare i diritti umani, il blu navy contro la schiavitù. (Antonella Patete)
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    ‘Caregiver’, in Tribunale per forza. Diritti umani negati

    LUNEDÌ 22 SETTEMBRE 2014 15:21 A. P. | STAMPA |



    caregiver‘Caregiver’: colui o colei che si prendono cura, in ambito domestico, di un familiare non autosufficiente a causa di una gravissima disabilità. ‘Caregiver’: colui o colei che per lo Stato italiano non esistono!

    Ecco allora che la strada per farsi ascoltare, quasi mendicando quell’attenzione negata dalla Politica, rimane quella che porta ai tribunali. Prima a Milano, dove in Luglio e’ andata male, adesso a Roma. Presso la sezione lavoro del Tribunale Ordinario della Capitale (giudice Capaccioli) si e’ infatti tenuta l'udienza per il ricorso collettivo che mira al riconoscimento dei diritti umani per i Family Caregiver - qui in foto una piccola parte dei ricorrenti - persone che appunto prestano lavoro di cura ai propri congiunti con disabilità grave e gravissima. Vale a dire SLA, linfomi, tetraparesi e tutte quelle altre malattie terribili che costringono alla immobilità.

    Per svegliare il legislatore nazionale - perché a livello regionale esistono già le norme approvate da Lombardia, Sicilia, Lazio, Liguria, Puglia, Sardegna - occorre coalizzarsi e fare ricorso. Le secchiate di acqua gelida - lo si e’ visto - servono solo a far fare passerella sui Social network! Almeno in Italia, dove l’ipocrisia e’ sovrana.

    Chiara Bonanno e Maria Simona Bellini, del Comitato promotore Ricorso Family Caregiver, a tale ipocrisia si sono ribellate decidendo di affrontare i giudici.


    Signora Bonanno, il ritardo legislativo e’ solo italiano? “Purtroppo sì. Pensi che il riconoscimento non e’ sancito solo dal diritto di Germania, Spagna, Regno Unito ma anche di Polonia, Grecia e Romania. Ciò che in Italia si nega altrove e’ dato di fatto: e parlo di diritto al riposo e alla salute. Amministrazioni assenti rappresentano un ulteriore dramma che si aggiunge a quello che viviamo ogni giorno”.

    A Milano però non avete vinto. “E’ vero, ma si e’ trattato di un ricorso apri-pista come del resto questo romano. Come argomentò il giudice lombardo, e’ compito della politica legiferare. Ma noi teniamo duro, ci ripresenteremo davanti al Tribunale di Milano e in altre città d’Italia. Nel dramma che viviamo quotidianamente, lei crede che ci spaventi arrivare fino alla Corte Europea per i Diritti Umani e al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite?”.

    Possiamo considerare la vostra situazione alla stregua del lavoro usurante? “Sì, e lo dicono ricerche mirate. Come quella del premio Nobel Elizabeth Blackburn (biologa australiana naturalizzata statunitense che lavora presso l’Università della California; fonte Wikipedia - N.d.R). che nel 2009 dimostrò come i Caregiver vivano in media 17 anni in meno rispetto a un lavoratore ‘normale’. E’ anche per tale ragione che chiediamo la possibilità di pre-pensionamento o di invalidità. Ed e’ per questo che la nostra controparte in tribunale e’ l’Inps”.


    Signora Bellini, vedendovi tutti qui mi vengono in mente le manifestazioni organizzate dal Comitato 16 Novembre davanti al Ministero dell’Economia… 

    La discussione sui fondi dell’assistenza diretta/indiretta, il sottosegretario Baretta che fa il balletto incalzato dalla telefonata per lui scomoda… “Ricordo anch’io. Noi siamo solidali con loro e con tutti coloro che cercano di fare qualcosa: i problemi sono di tutti e tutti ci impongono di essere parte comune di un dramma generale! E infatti non ci concentriamo su una sola patologia, ci concentriamo sulle persone e sulle loro tragedie”.

    Ne ho parlato perche' mi sembra che la politica alla fine rimane sorda. Ci sono solo le secchiate, che fanno tanto ‘web’… 

    “Lo scriva: la politica istiga alle divisioni, istiga a mettere malati contro malati! Sarà puro cinismo ma credo sia la verità: gli ammalati di Sla hanno vita breve, vi e’ tutto l’interesse a dare risposte limitate nel tempo! E le famiglie rimangono le vere leve del welfare”.


    A perorare i diritti dei familiari degli ammalati e’ l’avv. Marco Vorano del Foro di Venezia. “Milano e Roma rimangono i primi passi di una battaglia. Il diritto di molti Paesi europei e le norme di alcune Regioni fanno già chiarezza, sarebbe auspicabile che anche da parte del legislatore nazionale - e dunque dalla politica - venisse un segnale in tal senso. Per adesso, invece, sono giunte o risposte negative o non-risposte”.






    Caregiver familiari, udienza aggiornata al 14 ottobre prossimo

    di  | 22 settembre 2014 | Senza categoria | 0 commenti
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    La battaglia legale dei Caregiver familiari per ottenere il riconoscimento giuridico del loro status va avanti. L’udienza di questa mattina, davanti al Tribunale di Roma, sezione lavoro, è stata rinviata al 14 ottobre per la discussione. In quella data i ricorrenti si ritroveranno di nuovo davanti all’ingresso dell’edificio di via Lepanto per seguire gli sviluppi della causa intentata contro l’Inps. Ma anche per decidere altre azioni a tutela dei loro diritti.

    “È naturale che sia così – ha affermato l’avvocato Marco Vorano, del foro di Venezia, che ha assunto l’assistenza tecnica dei Caregiver, insieme ad una sua collega del foro di Roma – il nostro è un percorso ancora lungo. Davanti al giudice sono emersi alcuni elementi che già conoscevano, come la circostanza che manca una previsione legislativa, ma, a nostro avviso, di ostacoli che possono essere superati”.
    In mattinata una trentina di Caregiver familiari si erano radunati davanti al Tribunale per prendere parte alla seconda udienza del processo che ha preso le mosse dal loro ricorso collettivo per ottenere il riconoscimento delle indennità previste per i familiari che assistono altre categorie di disabili gravi e gravissimi. Dall’altra parte della barricata l’Inps. Che si è costituita in giudizio, negando ogni fondamento giuridico alla pretesa dei ricorrenti. Si tratta, a ben vedere, di una battaglia che va ben oltre il valore economico. In pratica i ricorrenti chiedono il riconoscimento del loro status, essendo costretti, per assistere i propri congiunti, disabili gravi e gravissimi, a trascorrere gran parte della giornata in casa, senza alcuna possibilità di lavoro o di svago. Una situazione davvero inaccettabile per la quale, da tempo, i componenti del Coordinamento nazionale chiedono un intervento della politica. Rimasta, come di consueto, a guardare…


    giovedì 18 settembre 2014

    COMUNICATO STAMPA



    Si svolgerà Lunedì 22 Settembre alle 9.00, presso il Tribunale del Lavoro di Roma in Via Lepanto 4, l’udienza sul ricorso a favore dei Caregiver Familiari, dove si sta spontaneamente organizzando un incontro tra i Family Caregiver provenienti da tutta Italia che vogliono assistere all’udienza e a sostegno dell’iniziativa legale.
    Il Family Caregiver è colui che si prende cura in ambito domestico di un familiare non autosufficiente a causa di una severa disabilità, colui che a costo di non avere una vita propria, non intende istituzionalizzare il proprio caro per consentirgli di fare una vita dignitosa tra i propri affetti e nel proprio ambiente.
    Il ricorso mira al riconoscimento dei diritti umani più elementari per i Family Caregiver, attualmente e irragionevolmente negati, tra i paesi civili, solamente in Italia, quali quello al riposo, alla salute, alla vita sociale, in un contesto di moderna schiavitù sommersa, perpetrata quotidianamente proprio accanto a noi e di cui molti sono all’oscuro, indotta dalla costrizione operata da amministrazioni assenti e sotto la costante minaccia che le persone care possano restare senza alcuna assistenza. 
    Cosa farà questa volta la Giustizia per mettere la politica di fronte alle proprie responsabilità? Nell’attesa i Caregiver Familiari italiani stanno denunciando la propria situazione anche all’estero dove nessuno fino a poco fa sapeva nulla della vergognosa assenza dello stato italiano e non si fermeranno fino ad arrivare alla Corte Europea per i Diritti Umani e al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite. 
    A livello internazionale ha infatti già trovato molto consenso e sostegno l’iniziativa legata al nastro arancio-blu a sostegno dei diritti del Family Caregiver e i colori scelti hanno un significato profondo: arancio per i diritti umani e blu navy contro la schiavitù. Ed è l’ennesima figuraccia per l’Italia che si protrarrà fino all’estirpazione di questa palese ingiustizia indegna di un paese che agli occhi del mondo continua a professarsi civile.
    Info: 
    Comitato Promotore Ricorso Family Caregiver 
    Chiara Bonanno tel. 333 9426324, lacurainvisibile@gmail.com
    M.Simona Bellini tel. 333 9294288, presidenza@famigliedisabili.org

    mercoledì 10 settembre 2014

    Comunicato Stampa




    Si è svolto ieri, 9 Settembre 2014, presso il Ministero del Lavoro, un lungo incontro tra il Sottosegretario al Welfare, Franca Biondelli, e i promotori del ricorso collettivo per il riconoscimento del lavoro di cura dei Caregiver familiari sull’annosa questione che in Italia, fanalino di coda dell’Unione Europea sul delicato argomento, ancora non ha trovato risposte istituzionali. 
    Il Caregiver familiare è colui che si cura in ambito domestico di un familiare con bisogni di elevata intensità assistenziale in quanto non autosufficiente.
    Molti gli argomenti affrontati, che hanno trovato il Sottosegretario in totale e perfetto accordo, in particolar modo sulla necessità di risposte adeguate per la tutela della figura del Caregiver familiare, vera colonna portante del welfare italiano, tuttora priva di quelle tutele, già riconosciute ad altre categorie, tanto da non consentire l’accesso nemmeno ai più fondamentali diritti umani quali riposo, salute, vita sociale. 
    Tra le tutele richieste, peraltro oggetto dei ricorsi attualmente in essere in diversi Tribunali italiani, ci sono quelle sanitarie con il riconoscimento delle malattie professionali, quelle assicurative con la possibilità di essere adeguatamente sostituiti nella propria opera in caso di necessità e, non per ultime, quelle previdenziali che prevedano la copertura previdenziale del lavoro di cura per l’accesso ad un pensionamento dignitoso per coloro che, a causa della propria opera, non hanno avuto accesso al mondo del lavoro o vi hanno dovuto rinunciare, e al prepensionamento per chi, pressato dal doppio impegno, professionale e di assistenza, subisce situazioni di usura al di sopra delle umane possibilità. 
    La delegazione ha inoltre esposto la necessità che le risposte istituzionali siano adeguatamente commisurate all’intensità dell’impegno, a prescindere sempre e comunque dalla patologia che ha causato la non autosufficienza dell’assistito, e che non debbano mai sottostare a differenziazioni territoriali. 
    Anche questi due aspetti hanno trovato perfettamente d’accordo l’On.le Biondelli in quanto anche lei li ritiene attuale causa di profonde ed inaccettabili iniquità.
    Tutte le istanze sono state totalmente recepite dal Sottosegretario Biondelli che ha garantito il proprio impegno ad allargare l’attenzione ad altre ed alte rappresentanze istituzionali per la soluzione delle criticità esposte, tra le quali quella fondamentale del Ministro del Lavoro Poletti.
    Il favorevole esito dell’incontro assume particolare importanza soprattutto nell’imminenza dell’udienza di Roma sul ricorso a favore dei Caregiver Familiari, che avrà luogo alle 9,00 di lunedì 22 Settembre presso il Tribunale di Via Lepanto 4, dove si sta spontaneamente organizzando un incontro tra i Family Caregiver e non solo di Roma. 
    Ad accompagnarli, oltre le buone notizie che arrivano dal Ministero del Lavoro, il nastro blu-arancio realizzato a sostegno dell’iniziativa e che sta facendo il giro del mondo, ed uno slogan emblematico: “Diritti Umani per i Caregiver Familiari!”.

    Info: 
    Comitato Promotore Ricorso Family Caregiver 
    Chiara Bonanno 
    tel. 333 9426324, 
    M.Simona Bellini 
    tel. 333 9294288,